S P O R T
Alleato inseparabile
della buona salute.
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Una
disciplinata attività fisica è
indispensabile per aiutare il fisico a
svilupparsi correttamente.
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Una crescita armoniosa,
sana ed equilibrata garantisce ai bambini uno
sviluppo fisico e mentale appropriato e ideale.
Per questo oltre a una
alimentazione varia e ricca, è necessario
praticare uno sport fin da
piccoli.
Una corretta e
disciplinata attività fisica è indispensabile
per aiutare l'organismo a mantenersi in salute e
il fisico a svilupparsi correttamente,
soprattutto nella fascia di età che va dai 3 ai 13 anni.
Veloce crescita:
Verso
i 4 anni, infatti,
il corpo comincia una veloce crescita
prevalentemente "ossea" ed è quindi
proprio da questa momento in poi che lo sport diventa
fondamentale alleato della salute presente e
futura del bambino.
L'attività
fisica stimola anche la produzione di endorfina,
molecole importanti per rinforzare la stima in se
stessi e mantenere costante l'equilibrio interno,
donandogli un fondamentale benessere psicologico.
I
bambini che intraprendono un'attività sportiva
hanno, inoltre, la possibilità di passare più
tempo fuori casa e socializzare, allargando la
loro cerchia affettiva e scoprendo nuove realtà,
evitando così di stare eccessivamente davanti
alla televisione o al computer.
Allo
stesso tempo, i piccoli imparano ad
autodisciplinarsi scoprendo regole e principi
dello sport prescelto e
abituandosi a rispettarli e condividerli,
abbracciando la sportività.
Tra
le pratiche sportive ce ne sono alcune più
indicate per bambini, come arti
marziali sopratutto il karatè
che
permettono di sviluppare il fisico in maniera
armoniosa, insegnando metodi di difesa senza un
contatto violento e con grande rispetto degli
avversari.
Un'altro
sport completo e
consigliabile per l'età della crescita è il
triathlon la disciplina che
unisce tre sport in uno: il
nuoto - la
bicicletta - la
corsa - praticati in gara.
Consigli di
comportamento per i genitori del piccolo sportivo:
E
importante che il bambino possa praticare senza
forzature lo sport che più e congeniale, che
deve sempre essere vissuto, almeno fino ai 13
anni, come un momento di svago e di aggregazione
e non come una pressione, una costrizione da
parte di genitori o di tecnici.
Spingere
con allegria i figli a impegnarsi a calcio,
pallacanestro o nuoto può essere un modo per
incentivarli ma è importante non esagerare, non
cercare a tutti i costi "il risultato"
o non obbligarli a essere competitivi a tutti i
costi.
I
piccoli non devono essere investiti dell'ansia di
non aver giocato bene o di dover vincere perché
questo agonismo esasperato darà un peso enorme a
un eventuale insuccesso, provocando loro inutili
frustazioni.
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