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Ricerca
& Natura
Piante
& Salute
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- Fin
dall'inizio della sua presenza sulla terra, l'uomo
non poté fare a meno di stabilire un rapporto
strettissimo con le piante,
che nelle Ere
primitive
costituivano la forma di vita di gran lunga
prevalente sulla Terra.
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Se ne nutriva, le utilizzava per costruire ripari
e utensili, per scaldarsi e a volte anche per
vestirsi.
-
Quasi subito l'uomo imparò anche che alcune erbe
erano dotate di proprietà
particolari, a volte
pericolose e da evitare come nel caso, per
esempio, dei funghi velenosi o dell'aconito, ma
che molto più spesso potevano essere sfruttate
utilmente per far guarire più in fretta una ferita o
per curare un mal di pancia.
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Secolo dopo secolo il numero dei possibili
impieghi terapeutici
di foglie, radici, frutti e fiori si è
moltiplicato velandisi di un'aura di mistero e
magia.
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I segreti
delle erbe erano incomprensibili ai più e chi,
osservandone gli effetti su uomini e animali,
riusciva a penetrarli era temuto e
venerato.
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Fino al Medioeveo
e al Rinascimento
tutto fu molto intuitivo, quasi casuale e non
privo di errori di valutazione spesso dovuti alla
suggestione.
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Con la nascita del metodo scientifico e la
volontà di descrivere la natura con leggi chiare
e universalmente accettate le cose iniziarono a
cambiare.
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Dall'alchimia
si pasò alla chimica e
dall'uso casuale di rimedi taumaturgici si
arrivò a metodi di cura definiti, riproducibili
nei modi e via via più prevedibili nei risultati.
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Dall'unione delle due nacquero i farmaci,
spesso derivati da estratti vegetali trattati in
modo opportuno per ottimizzarne gli effetti,
esempi famosi sono il chinino,
antimalarico derivato dall'albero della china;
l'acido
acetilsalicilico,
antifiammatorio ottenuto dalla corteccia del salice;
la digitale, sostanza estratta da bellissimi e
letali fiori rosa acceso, usata per regolare il
batito cardiaco.
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Dalla
Stregoneria
alla
Fitoterapia
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- Rimedi
naturali propiamente detti, ovvero non modificati
chimicamente, continuarono a essere usati, specie
nella cultura popolare, ma in modo un pò "primitivo",
più vicino alla stregoneria che alla fitoterapia.
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Lo stusio scientifico degli estratti
vegetali è un
fatto piuttosto recente, nato nei primi decenni
del Novecento
insieme alle facoltà di botanica e alla
biochimica vegetale.
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Così come lo è l'analisi degli effetti che essi
esercitano nell'organismo umano attraverso
indagini rigorose, condotte su gruppi di
individui opportunamente scelti e in numero
sufficente per consentire di generalizzarne i
risultati.
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In molti casi queste ricerche accurate non fanno
che confermare quel che già si sapeva.
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Allora . . .
-
perché insistere?. . . perché approfondire
ancora?
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Inanzitutto perché gli stratti non sono tutti
uguali così come non lo sono le piante da cui
provengono, che pur essendo dello stesso tipo
possono essere di qualità molto diversa in
relazione a dove e come sono cresciute. E per
poter produrre preparati di efficacia garantita
è indispensabile capire quali sono le fonti, le
materie prime e le procedure migliori per
ottenerli.
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Inoltre, servono studi per definire i dosaggi
ottimali da assumere e i tempi necessari per
gestire un determinato disturbo e per ottenere un
certo effetto.
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Per esempio, gli stratti di "Centella
asiatica"
attenuano l'insufficenza venosa e gli "Isoflavoni
della soia"
favoriscono la riduzione del rischio di
sviluppare l'osteoporosi
nella donna dopo la menopausa, e in entrambi i
sessi di abbassare i liveli di colesterolo,
ma soltanto se i principi sono davvero attivi, in
quantità garantita e non in tracce. A volte
anche oltre alla azione principale, ci possono
essere degli effetti collaterali che non sono da
sottovalutare.
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| Q |
Anche la
qualità va esaminata
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- Oltre
a capire esattamente che cosa ci si può
aspettare da un prodotto fitoterapico,
è indispensabile eseguire degli analisi di
qualità per verificare il titolo in composti
attivi, la purezza e
l'integrità.
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Tutti studi e analisi che solo un'azienda seria
esegue e garantisce, riportando in modo chiaro
sulle confezioni dei propri prodotti tutti i dati
che il consumatore deve conoscere per scegliere
in piena consapevolezza.
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Quando mancano le informazioni adatte sulle
confezioni non è buon segno ed è il caso di
diffidare.
-
Le piante vanno sapute sciegliere, trattare e
offrire nel modo giusto, soltanto così si
possono sfruttare appieno le proprietà benefiche
dei principi che racchiudono senza correre rischi,
compresso quello di assumere un preparato che si
crede efficace e invece è privo di ogni
attività.
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