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L'uomo sfrutta da millenni le proprietà curative racchiuse nei vegetali.

Lo studio scientifico dei principi fitoterapeutici e delle loro azioni sull'organismo è materia recente, ma irrinunciabile.

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Ricerca & Natura

Piante & Salute

- Fin dall'inizio della sua presenza sulla terra, l'uomo non poté fare a meno di stabilire un rapporto strettissimo con le piante, che nelle Ere primitive costituivano la forma di vita di gran lunga prevalente sulla Terra.

- Se ne nutriva, le utilizzava per costruire ripari e utensili, per scaldarsi e a volte anche per vestirsi.

- Quasi subito l'uomo imparò anche che alcune erbe erano dotate di proprietà particolari, a volte pericolose e da evitare come nel caso, per esempio, dei funghi velenosi o dell'aconito, ma che molto più spesso potevano essere sfruttate utilmente per far guarire più in fretta una ferita o per curare un mal di pancia.

- Secolo dopo secolo il numero dei possibili impieghi terapeutici di foglie, radici, frutti e fiori si è moltiplicato velandisi di un'aura di mistero e magia.

- I segreti delle erbe erano incomprensibili ai più e chi, osservandone gli effetti su uomini e animali, riusciva a penetrarli era temuto e venerato.

- Fino al Medioeveo e al Rinascimento tutto fu molto intuitivo, quasi casuale e non privo di errori di valutazione spesso dovuti alla suggestione.

- Con la nascita del metodo scientifico e la volontà di descrivere la natura con leggi chiare e universalmente accettate le cose iniziarono a cambiare.

- Dall'alchimia si pasò alla chimica e dall'uso casuale di rimedi taumaturgici si arrivò a metodi di cura definiti, riproducibili nei modi e via via più prevedibili nei risultati.

- Dall'unione delle due nacquero i farmaci, spesso derivati da estratti vegetali trattati in modo opportuno per ottimizzarne gli effetti, esempi famosi sono il chinino, antimalarico derivato dall'albero della china; l'acido acetilsalicilico, antifiammatorio ottenuto dalla corteccia del salice; la digitale, sostanza estratta da bellissimi e letali fiori rosa acceso, usata per regolare il batito cardiaco.

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Dalla Stregoneria

alla

Fitoterapia

- Rimedi naturali propiamente detti, ovvero non modificati chimicamente, continuarono a essere usati, specie nella cultura popolare, ma in modo un pò "primitivo", più vicino alla stregoneria che alla fitoterapia.

- Lo stusio scientifico degli estratti vegetali è un fatto piuttosto recente, nato nei primi decenni del Novecento insieme alle facoltà di botanica e alla biochimica vegetale.

- Così come lo è l'analisi degli effetti che essi esercitano nell'organismo umano attraverso indagini rigorose, condotte su gruppi di individui opportunamente scelti e in numero sufficente per consentire di generalizzarne i risultati.

- In molti casi queste ricerche accurate non fanno che confermare quel che già si sapeva.

- Allora . . .

- perché insistere?. . . perché approfondire ancora?

- Inanzitutto perché gli stratti non sono tutti uguali così come non lo sono le piante da cui provengono, che pur essendo dello stesso tipo possono essere di qualità molto diversa in relazione a dove e come sono cresciute. E per poter produrre preparati di efficacia garantita è indispensabile capire quali sono le fonti, le materie prime e le procedure migliori per ottenerli.

- Inoltre, servono studi per definire i dosaggi ottimali da assumere e i tempi necessari per gestire un determinato disturbo e per ottenere un certo effetto.

- Per esempio, gli stratti di "Centella asiatica" attenuano l'insufficenza venosa e gli "Isoflavoni della soia" favoriscono la riduzione del rischio di sviluppare l'osteoporosi nella donna dopo la menopausa, e in entrambi i sessi di abbassare i liveli di colesterolo, ma soltanto se i principi sono davvero attivi, in quantità garantita e non in tracce. A volte anche oltre alla azione principale, ci possono essere degli effetti collaterali che non sono da sottovalutare.

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Q

Anche la qualità va esaminata

- Oltre a capire esattamente che cosa ci si può aspettare da un prodotto fitoterapico, è indispensabile eseguire degli analisi di qualità per verificare il titolo in composti attivi, la purezza e l'integrità.

- Tutti studi e analisi che solo un'azienda seria esegue e garantisce, riportando in modo chiaro sulle confezioni dei propri prodotti tutti i dati che il consumatore deve conoscere per scegliere in piena consapevolezza.

- Quando mancano le informazioni adatte sulle confezioni non è buon segno ed è il caso di diffidare.

- Le piante vanno sapute sciegliere, trattare e offrire nel modo giusto, soltanto così si possono sfruttare appieno le proprietà benefiche dei principi che racchiudono senza correre rischi, compresso quello di assumere un preparato che si crede efficace e invece è privo di ogni attività.

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