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Danas.it IL RAFFREDDORE

 
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Il raffreddore . . . più di 250 ceppi esistono nel mondo . . .

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Uno starnuto, il naso che gocciola un senso di debolezza, forse siete stati colpiti da uno dei 250 ceppi di raffreddore esistenti al mondo.

Che cos'è:

Lo starnuto è il primo indizio di raffreddore, malattia che colpisce in tutte le stagioni ma con l'arrivo del autunno la sua attività si intensifica e continuerà fino a maggio quando la bella stagione e le temperature non sono più tanto adatte al suo sviluppo.

Un raffreddore su due è causato da uno dei 4 tipi di virus diversi, che infettano abitualmente le cellule delle vie aeree. Di questi virus si conoscono circa 250 ceppi. L'altro 50% è causato da virus ancora ignoti, ed è per questo che nessuno è mai immune al raffreddore, anche se la resistenza migliora con l'età e col moltiplicarsi delle infezioni. Per lo steso motivo, i più esposti sono i bambini, gli adulti sono poco colpiti e intorno ai 50 anni si ammala raramente, poi con l'arrivo della anzianità l'incidenza comincia a risalire man mano passano gli anni.

Perché viene:

Il raffreddore segnala un'infezione virale delle alte vie aeree (naso, gola, tracchea) e a volte anche di quelle basse (bronchi, polmoni). Il 2% della popolazione è portatore del virus senza sintomi e durante le epidemie sono infettati fino al 80% dei bambini, è così comune perche l'infezione si trasmette facilmente, le vie di contagio sono infatti infinite; dalle bollicine che escono dalla bocca e dalle narici, al ripiano di plastica dove qualcuno ha stornutito 3 ore prima, basta tocarlo per essere contagiati (93,7% di probabilità), e non finisce quì, basta stringere la mano del malato per avere un contagio con probabilità 60%.

Lo schema del raffreddore:

a)- Ingresso:

La cavità nasale, coperta dalle appendici ciliate delle cellule è la porta d'ingresso dell'infezione.

b)- ora zero:

Il virus penetra nel naso, entra in contatto con i ricettori delle cellule della mucosa nasale, e penetra all'interno. Qui si rivela e libera il suo materiale genetico che prende il controllo della cellula, costringendola a produrre altro Dna virale.

c)- la reazione del corpo:

L'infezione si allarga e il corpo reagisce, quindi i sintomi derivano della reazione del corpo: il muco del naso, e la tosse servono ad allontanare le particelle estranee; il muco scuro contiene globuli bianchi morti, il naso si gonfia per bloccare l'ingresso di altri virus.

d)- la battaglia:

Nei giorni successivi si scatena la battaglia che finirà quando il corpo riesce a produrre gli anticorpi che "marcano" i virus o le cellule infette consentendo ai globuli bianchi di elimirarli. Poi la mucosa si rigenera.

Come si cura:

Purtroppo non c'è strategia che difenda dal virus del raffreddore, neppure la vitamina C ad alte dosi riduce il numero delle infezioni. Le vitamine però servono a ridurre i sintomi, anche se in minima parte già che si tratta del 8-9% allo stesso modo per lo Zinco, inoltre c'è da considerare la quantità di ceppi e la loro scarsa pericolosità non ha incoraggiato l'industria farmaceutica a produrre vacini per il raffreddore.

A contagio avvenuto: i sistemi tradizionali (suffumigi con vapore caldo) dovrebbero avere qualche utulità già che il Rhinovirus si trova a suo agio a 33°C, ovvero alla temperatura che trova nelle narici, ma comincia a stare meno bene 37°C, la temperatura delle basse vie respiratorie, e non sopravive più di un'ora sé tenuto a 43°C.

Curarsi col cibo è sicuramente indicato: nel caso del comune raffreddore il consiglio base è di mangiare tanta frutta e verdura, e bere tanta acqua. Un'alimentazione ricca di vegetali rifornisce delle vitamine e dei sali minerali necessari e reintegra i liquidi persi a causa della malattia. Alcuni farmaci possono alleviare i sintomi (paracetamolo, acido acetilsalicilico quest'ultimo solo dopo i 16 anni), e in genere gli stessi antistaminici che si usano per le allergie.

Gli antibiotici non servono se non nel scaso di complicazioni. Può accadere, più spesso nei bambini e negli anziani, che i batteri approfitino dell'assalto virale per collonizare le orecchie(otite), i seni mascellari (sinusite), la gola (placche batteriche), le corde vocali, i polmoni. Solo in questo caso compare la febbre alta, che invece nel raffreddore, senza complicazione, è quasi sempre assente. Allora in questo caso si può riccorrere agli antibiotici, sempre però dopo avere ascoltato il parere di un medico.

Le teorie del passato:

Se si chiama raffreddore... avrà pure a che fare qualcosa col freddo, invece no... il freddo non è l'agente scatenante della malattia, ma un corresponsabile, perché il freddo rallenta il movimento delle cellule ciliate, quelle che spingono il muco che sciacqua costantemente le vie aeree allontanando i virus e inviandoli nello stomaco, dove vengono digeriti, quindi con il rallentamento di queste operazioni i virus trovano più possibilità di propagare l'infezione prima di essere eliminati.

Che cosa resta da scoprire:

Per l'influenza, le cui complicazioni in certi casi arrivano a provocare la morte, la ricerca è stata molto più attiva. Ma per il raffreddore qualcosa si spera di ottenere, è in sperimentazione un farmaco, capace di inibire i virus di un ceppo noto come "picorna".

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Piccolo Glossario

* aerosol: dispersione di particelle liquide in un mezzo gassoso.

* alte vie aeree: naso, gola, faringe.

* basse vie aeree: polmoni e bronchi.

* contagio: trasmissione di una malattia infettiva.

* cura sintomatica: ogni cura che combatte i sintomi ma non i virus.

* portatore asintomatico: persona infetta, ma senza sintomi.

* virione: la singola particella virale.

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informazioni utili

* La scarpa protegge contro il raffreddore: il freddo rallenta le cellule ciliate, che così non hanno il tempo di "spazzare" i virus nello stomaco.

* I gargarismi possono combattere infezioni batteriche alla gola, che si sviluppano quando le difese dell'organismo sono "distratte" dal virus.

* Col raffreddore la temperatura interna aumenta solo di qualche linea.

* Lo starnuto è il metodo più efficace per eliminare i virus invasori delle alte vie aeree, ma è anche un ottimo metodo di contagio.

* "Tirare su" col naso è da evitare (anche sé difficile per i più piccoli) già che così i virus vengono risucchiati nelle cavità frontali e mascellari causando sinusite.

* Il sintomo più evidente del raffreddore è il naso che cola, che solo in qualche caso si manifiesta nell'influenza.

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