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L A ...
M
E M O R I ALa memoria è la
nostra identità, conserva l'esperienza, permette
la cultura dei popoli, questa funzione però non
è esente da diffetti, molti dei quali
inevitabili, come la labilità; per lasciare
spazio sufficiente nel nostro disco rigido sempre
impegnato a scaricare e a salvare dobbiamo
cestinare per forza i vecchi dati, come?...
ovviamente dimenticando.
Straordinaria e imperfetta:
Conoscere
i naturali difetti della memoria, come la "distrazione",
il "blocco" o "l'errata
attribuzione, serve a capire alcuni limiti, a non
fidarsi troppo delle "certezze" che ci
fornisce la raffinata macchina cerebrale di cui
disponiamo, costituita da 1 miliardo di neuroni e
un numero molto maggiore di interconnessioni o
sinapsi.
Un
ricordo è una mappa di interconnessioni fra
neuroni che garantiscono efficienza fino a 100
anni di età, nonostante si perdano migliaia di
neuroni ogni anno. La rete di connessione
richiede manutenzione., se viene effettuata,
ripassando i ricordi e codificandone di nuovi, le
differenze tra un anziano e un giovane e
trascurabile. Molto dipende invece da come viene
codificato, e archiviato un ricordo, più
collegamenti ci sono (odori,immagini,ecc) più
veloce è la ricerca e l'arrivo dell'informazione.
Ma ci sono anche delle interferenze che possono
rendere un ricordo impreciso, o falso.
Tutti
i giorni la nostra memoria è pronta a giocarci
un brutto scherzo, dimenticando un appuntamento,
o le chiavi della macchina, la parola che abbiamo
sulla punta della lingua, la persona che abbiamo
già visto ma non si sa dove. Questi sono degli
errori di collegamenti o interferenze di ricordi
che ci fa non ricordare le cose giuste.
Ricordiamo anche col naso e con le
orecchie:
+
Uno studio del
Cnr francese dimostra come tutti i nostri
sensi siano coinvolti nei mecanismi della
memoria. Quando si compie un tragitto mai
percorso prima, il nostro cervello
registra non solamente il numero di passi
effettuati, curve ecc, ma anche i suoni,
gli odori, le imagini. Quindi tutti i
nostri sensi lavorano in armonia per
farci tornare in mente il fatto.
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I
....
S
I S T E M I ...... D ' A R C H
I V I O
Ogni rete su cui
corrono le informazioni che formano un ricordo
può fare appello a diversi sistemi di archivio,
cioè ad almeno 5 tipi di memoria.
Dipende
dall'ippocampo, e permette di fissare
informazioni, da 5 a 9, in una frazione di
secondo senza prestare attenzione, giusto il
tempo di filtrare ciò che archivierà ad altri
livelli, è una memoria che non richiede recupero
cosciente del ricordo.
Interessa
il sistema limbico e il cervelletto; é "ferrea"
e non richiede elaborazioni coscienti perché
governa le nostre abitudini e gli automatismi,
come guidare l'auto, andare in bicicletta.
Funziona anche nei malati di amnesia.
Dipende
dalla corteccia prefrontale. Funziona a breve
termine, per mantenere facilmente accessibili le
informazioni per una data attività, permette per
esempio scegliere un piato al ristorante da una
lista descritta a voce, e di effettuare più
compiti nello stesso momento; è esplicita, ossia
presuppone il recupero cosciente dei ricordi.
Interessa
l'ippocampo, le regioni frontali e posteriore.
Detta anche autobiografica, è esplicita.
Conserva tutti gli episodi della vita personale.
Dipende
da tutta la corteccia. Esplicita a lungo termine,
custodisce ciò che si sa anche quando ci siamo
dimenticati dove e quando lo abbiamo imparato.
Presiede le conoscenze intellettuali, l'abilità
verbale e cognitiva. Rinforza i ricordi, dato che
richiama il "significato" e forma ampie
reti sinaptiche.
+
M A L A T O ? ...
No, solo distratto.
La distrazione
non è una "malattia"; si ha di
solito, in condizioni del tutto normali,
di attenzione "divisa"; denota
che il soggetto è particolarmente attivo
su più fronti. Un esperimento facile da
fare in famiglia è quello di convincere
un parente, che magari si vanta di essere
un "preciso", a studiare un
elenco di parole mentre voi gli fate
ascoltare un elenco di cifre, pregandolo
di segnalare quando compaiono 3 numeri
consecutivi. Vedrete che riuscirà a
ricordare ben pochi termini in questa
condizione sperimentale di attenzione
divisa: un modo per riprodurre le
interferenze quotidiane che portano alla
distrazione.
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+
L E - - E M O
Z I O N I ... rinforzano i ricordi.
La labilità
dipende anche dallo stato d'animo in cui
ci troviamo quando il nostro cervello
"registra". Se chiediamo a una
persona cosa ha fatto 24 ore fa, avranno
vari ricordi, se rifaciamo la stessa
domanda un mese dopo vedremmo che
attingeranno per lo più da comportamenti
di routine, e non è neanche detto che si
tratti di quel stesso giorno. Ma se si
chiede a una persona cosa ha fatto il
giorno prima di partire per una vacanza
vedremmo che questo ricordo è molto più
vivido anche se si riferisce a molto
tempo fa.
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