| * Rapporti
virtuali (chat) Non
tutti sono d'accordo con questo nuovo modo di
comunicare
In un bellissimo libro di
Umberto Galimberti, filosofo, "Psiche e
Techne" si parla del pericolo grandissimo
che noi corriamo, cioè quello di farci gestire
completamente dalla tecnologia fino a
disumanizzarci.
Tutto
questo per dire che i rapporti virtuali sono e
restano virtuali.
Sono
mediati.
Uno
che si mette a chattare per avere contatti è uno
che non esce da casa; magari è una persona anche
importante, ma non dedica il tempo giusto ai
rapporti veri, in carne e ossa. E' uno che ha dei
"problemi".
Parlare
in chat non significa di certo essere disponibili
a tutto. La presenza in una chat è determinata
dalla apertura della singola persona
e poi ci sono chat e chat.
- Quelle
in cui si può scegliere con chi parlare
leggendo un breve e, si spera, reale
profilo, e quelle nelle quali l'unico
elemento che si ha, è il cosiddetto nick.
- Ci
sono anche le chat dove tutti parlano
insieme e dove ci sono argomenti di
conversazione che vengono portati avanti
da moderatori
Le
chat a due persone predispongono al rapporto
"tu e io". Hanno la funzione di
regolare il flusso immaginativo individuale verso
obiettivi determinati: la ricerca di un partner,
la conversazione mirata, la conoscenza personale,
ecc.
Le
altre, invece, pur sembrando un vero "casino"
sviluppano un senso di gruppo molto forte, anche
se non ci si conosce. In pratica si "appartiene"
a qualcosa. Il meccanismo che scatta fa si che il
virtuale, pur restando tale nella realtà, si
trasformi in realtà nell'immaginario individuale,
e alla lunga in quello collettivo.
Certo
una maschera c'è sempre e denota la paura che
abbiamo... ma il "corpo elettronico"
piano piano passa alla fase della fiducia, se è
il caso, oppure si continua a nascondere dietro
la maschera. In una successiva fase: "la
conoscenza personale nella realtà, post chat",
può succedere che le aspettative immaginarie
vadano molto spesso deluse, provocando una
continuità senza fine nel collegarsi, alla
ricerca della realtà che non esiste, una specie
di coazione a ripetere, che nelle personalità a
carattere debole può durare tanto. Ma può anche
succedere che si rimanga sul piano puramente
ludico, ed allora le cose cambiano
infatti
restando sul piano del gioco, ciò che si fa
permette di sviluppare ancora più l'immaginario,
in modo positivo. Molti sono semplicemente a
caccia di avventure
Le avventure non
dipendono dalle chat, uno che si butta dentro,
così come cerca l'avventura nella vita, crede di
trovarla nella chat, poi col tempo si accorge
dell'irrealtà della virtualità, e in questo
caso prevale il ludico, se invece insiste, corre
il rischio di andare fuori di testa.
Quelli
che, infatti, non si fermano vanno alla ricerca
di qualcosa che non hanno avuto nella vita, e
credono che aumentando quantitativamente gli
incontri possano trovare quello che forse non
hanno. L'innamoramento in chat avviene ed è come
i casi delle ragazze che si innamoravano per
lettera di uno sconosciuto nel secolo scorso. L'innamoramento
esiste ed è reale, ma non dipende dalla chat,
dipende dalla predisposizione del momento. Poi
basta vedere i film di Truffaut per vedere l'innamoramento
e la "passion d'amour". Sulla chat è
più complicato, ma si può!. L'immaginazione
repressa nel passato anzi si sviluppa
ulteriormente... Molte persone che si collegano
hanno dei problemi di relazione con il mondo
esterno, problemi interpersonali
ma questo
accade in tutti i contesti, non bisogna
generalizzare, è necessario prendere la
rilevanza delle diverse variabili, sesso, età,
contesto familiare, situazione personale sul
piano caratteriale.
Come
strumento di comunicazione, in generale, la chat,
non porta a degli scompensi con la realtà. Non
credo siano negativi questi contatti che
avvengono nelle chat. I nostri confini si
allargano moltissimo e anche la nostra
disponibilità nei confronti di altre persone.
La
chat ci fa conoscere altre realtà, altri modi di
vivere e di pensare. Soprattutto sviluppa la
creatività e contribuisce alla creazione di un
nuovo linguaggio.
* Ricerche e
Sondaggi sul mondo virtuale "Internet"
Se
nella casella di posta non si trova un messaggio
dellamico virtuale con il quale si
scambiano mail, se nella chat non si vede
apparire il suo nick, si può soffrire: come per
un litigio con un compagno di banco. Insomma, si
tratta di entità che pesano, come
gli amici che vediamo più facilmente.
Così
per il 43% delle oltre duemila persone
intervistate dalla statunitense University of
Southern California.
Negli
Stati Uniti sono portali come MySpace e Bebo a
raccogliere il maggior numero di utenti; a queste
comunità si deve anche la nascita del termine
second life, anche se poi in
moltissimi si danno appuntamento per incontrarsi
e conoscersi dal vivo.
A
quanti di voi è passato per la mente di avere un
amico o amica virtuale quella alla quale
confidare tutto, qualcuno di fidato, per fare
corrispondenza-mail ogni giorno qualcuno che sa
tutto di te, che non ti mentirebbe mai, che non
ti tradirebbe mai.... non sarebbe carina come
idea?
Una
persona che anche volendo non potrebbe mai
svelare i tuoi segreti, perchè non ti conocse ne
conosce i tuoi amici...
Quello
di Internet è un luogo senza età, senza tempo,
in cui tutto può succedere.
Ed
anche il tradimento appare meno grave.
Il
mondo della coppia è il nucleo familiare,
è lì che si alimenta, nella sicurezza della
protezione, dell'esclusività del rapporto, dell'unicità
dell'amore e della sessualità.
Fin dall'antichità
donne ed uomini si sono complementati nelle
diverse caratteristiche del modo di pensare e di
agire donando ciascuno all'altro quelle
esperienze di comportamento e di azione che
mancavano.
Questa
fusione di atteggiamenti completata dall'affettività
e dalla soddisfacente sessualità ha costituito
le fondamenta dello stare insieme di coppia,
nella rinuncia fatta d'amore, di rispetto,
di stima, verso il mondo esterno, pur ricco
ed invitante.
Il mondo di
fuori si è incarnato nella letteratura in varie
prospettive avvincenti: dal postino all'amica di
famiglia, dal medico, alla collega di lavoro.
Questi
rappresentavano non tanto l'eccellenza amorosa o
sessuale, ma la ricchezza della novità, nella
sua diversità e varietà, l'occasione per
vedersi ancora interessanti, per autostimarsi ed
uscire dalla routine grigia e poco gratificante.
Oggi,
Internet rappresenta quella finestra sul mondo,
la vita nella sua pienezza di occasioni, un
orecchio in costante ascolto, un occhio che
percepisce bellezza e grazia di una perenne
giovinezza, pronti a soddisfare
linfelicità, la noia di rapporti poco
arricchiti anzi sempre più consunti da un
faticoso e stressante quotidiano.
Il suo
prepotente ingresso in tutte le case, i luoghi di
lavoro e di svago è stato come un invito
insinuante ed ammiccante a traguardare,
attraverso monitor e tastiera, oltre i muri,
nella certezza che ci può essere in qualche
luogo del mondo chi ci aiuta, ci comprende, ci
ama e ci dona felicità.
Si
oltrepassa la barriera linguistica, religiosa,
cronologica, etnica: è quello di Internet, un
luogo senza età, senza tempo, in cui tutto può
succedere.
Proprio in
questo luogo virtuale, il
tradimentoappare meno grave, meno reale,
meno colpevole, i corpi in offerta, le chat con
sconosciuti, volti invitanti, parole consolanti,
nulla si sa di certo tranne quello che appare
sullo schermo, così vicino eppure così distante,
meno impegnativo e meno responsabile del
rapporto intrecciato vicino ai luoghi di vita.
Non è
facile contrastare questo "Paese dei
balocchi" a portata di mano, soprattutto non
consentirgli di violare "il privato"
delle nostre vite, per far ciò occorre
custodire le proprie certezze nellintimo,
alimentando ogni giorno i rapporti cui
teniamo, nella certezza che niente è scontato e
duraturo, ma tutto si conquista lentamente
e con paziente affettività.
Non va,
quindi, demonizzato il mondo di Internet
accusandolo di colpe non sue, ma va rafforzata la
coscienza di uomini e donne che devono imparare a
scegliere senza condizionamenti, decidendo in
piena autonomia di mente e di cuore che valore
dare alla propria vita.
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