TOSSICOLOGIA DEI FUNGHI

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I FUNGHI

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M Cosa sono i FUNGHI ?

I funghi sono esseri viventi, appartenenti al REGNO specifico dei FUNGHI.

Diversamente dai vegetali sono privi del pigmento verde clorofilla, pertanto sono incapaci di compiere la fotosintesi clorofilliana e quindi di nutrirsi direttamente dal terreno ma, come gli animali, dipendono, per la nutrizione, da altri esseri viventi. Sono perciò definiti ETEROTROFI.

In base al modo di nutrirsi, possiamo dividere schematicamente i funghi in tre gruppi:

  1. PARASITI: quando il loro micelio (corpo costituito da un fitto intreccio di filamenti) si sviluppa su vegetali o animali viventi, a spese dei quali si nutrono, spesso portandoli alla morte.

  2. SAPROFITI: quando si nutrono di sostanze organiche in decomposizione (legno, foglie secche,cadaveri, ecc.) .

  3. SIMBIONTI: quando instaurano con le piante un rapporto di reciproco scambio di sostanze, dal quale entrambi ricavano vantaggi. Questo interscambio avviene a livello delle radichette terminali delle piante, che vengono in vario modo rivestite o penetrate dal micelio fungino MICORRIZE.

Questa distinzione ci fa capire l'importanza dei funghi nell'eco-sistema: i funghi parassiti e saprofiti, come decompositori della sostanza organica, consentono di restituire alla terra i sali minerali, che verranno di nuovo utilizzati dalle piante, se non esistessero, la terra sarebbe ingombra di tronchi, radici e foglie non decomposte che soffocherebbero i boschi stessi. I parassiti, inoltre, attaccando piante deboli e malate, svolgono un compito importante nella selezione naturale. I funghi simbionti favoriscono lo sviluppo delle piante superiori, anche in ambienti poco favorevoli, grazie allo scambio di sostanze.

M TOSSICOLOGIA DEI FUNGHI

Il fungo, dal punto di vista della commestibilità, è classificato nel seguente modo:

  • Tossico:Quando il disturbo da esso provocato interessa l'apparato digerente, con effetti più o meno vistosi diarrea, vomito, ma con prognosi generalmente benigna.
  • Velenoso: Quando la sindrome, oltre all'apparato digerente, interessa cellule del fegato, dei reni e del sistema nervoso e può portare alla morte, con una percentuale di probabilità che varia da specie a specie.
  • Sospetto: Quando la tossicità del fungo non è ancora nota, ma ci sono ragioni per credere che abbia provocato avvelenamenti o intossicazioni diffuse, senza peraltro poterlo dimostrare. Non bisogna dimenticare che la micologia in senso moderno è una scienza molto giovane.
  • Non commestibile: Quando il fungo non è né velenoso né tossico, ma per odore, sapore, ecc, non presenta qualità organolettiche tali da essere mangiato.
  • Senza valore: Quando il fungo, per dimensioni, sapore, consistenza,ecc, non merita di essere preso in considerazione.

M SINDROME

Ogni avvelenamento o intossicazione produce una serie di sintomi e di reazioni, che vengono definite, nel loro insieme, SINDROME.

  • Sindrome a breve incubazione: Che si manifestano subito dopo il pasto o a distanza di 3 - 6 ore. Sono le più frequenti, ma anche le meno pericolose, perché in genere riguardano stomaco e intestino e per lo più hanno esito benigno; la peggior cosa che posa capitare è la lavanda gastrica.
  • Sindrome a lunga incubazione: Che si manifestano dopo 6 - 8 ore o anche 12 - 24 ore (Amanita phalloides) o addirittura dopo 6 - 7 giorni (Cortinarius orellanus). Sono in genere le più gravi, perché quando si manifestano i primi sintomi l'organismo ha già subito danni, spesso irreparabili.

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NORME DI COMPORTAMENTO "Negli avvelenamenti o intossicazioni da funghi"

Quando si tratta di avvelenamenti a breve incubazione:

  • Chiamare subito il medico.

  • Tenere calmo il paziente e facilitare il vomito, per espellere i veleni ancora presenti nello stomaco.

  • Soministrare al paziente acqua zuccherata, salata o latte.

  • Evitare di soministrare caffé o alcool.

Quando invece si tratta di avvelenamenti a lunga incubazione, recarsi subito in un ospedale attrezzato allo scopo, ricordando che la salvezza del paziente dipende principalmente dalla tempestività dell'intervento medico. In entrambi i casi è importantissimo recuperare tutto il materiale residuo della raccolta dei funghi, sia crudo, sia cotto, compresso il materiale rigurgitato, per fornire tutti gli elementi possibili per l'identificazione del fungo responsabile dell'avvelenamento.

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