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FIBRILAZIONE ATRIALE

c * DEFINIZIONE

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  • La fibrillazione atriale (FA) è un tipo di tachicardia – un ritmo cardiaco accelerato in modo anormale. In condizioni normali e stabili, il ritmo cardiaco è solitamente di 60-80 pulsazioni al minuto. Nei casi di FA, la frequenza degli impulsi atriali può variare tra 300 e 600 battiti al minuto (bpm). Questi segnali molto rapidi e irregolari possono causare una serie di problemi. Innanzitutto, gli atri fibrillanti non pompano più efficacemente e ad ogni battito cardiaco potrebbero rimanere residui di sangue negli atri. Il sangue ristagnato potrebbe raggrumarsi, aumentando il rischio di ictus.

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  • In secondo luogo, i tanti impulsi provenienti dagli atri tentano di seguire il percorso elettrico ai ventricoli e ne provocano la contrazione alla stessa frequenza. Fortunatamente, il nodo AV limita il numero di segnali che raggiungono effettivamente le camere inferiori, così che il cuore intero non si contrae solitamente ad una frequenza di 300 bpm. Tuttavia, la FA può accelerare la funzionalità cardiaca, riducendo l’efficienza del pompaggio. Come in altre forme di aritmia, la FA può impedire al cuore di pompare la quantità di sangue e ossigeno sufficiente a soddisfare i bisogni del corpo.

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  • La FA è una patologia relativamente diffusa che riguarda circa 2 milioni di americani. A differenza della fibrillazione ventricolare, la fibrillazione atriale non è solitamente considerata letale. Tuttavia, se la FA si protrae per un certo periodo di tempo, può provocare un ictus o danni al muscolo cardiaco. Le probabilità di insorgenza di ictus nelle persone con FA è circa cinque volte superiore rispetto alla popolazione normale.

c * I SINTOMI

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  • I sintomi della fibrillazione atriale variano, quindi non tutti i soggetti avvertono le stesse sensazioni durante un episodio di FA. Alcune persone affette da FA hanno palpitazioni, flutter improvviso oppure oppressione al torace. Talvolta, poiché il cuore non pompa efficacemente durante un episodio di FA, è possibile provare un senso di vertigine, svenire o avere il fiato corto.

- * CAUSE E FATTORI A RISCHIO

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  • Può risultare difficoltoso identificare le cause precise della fibrillazione atriale. Ipertensione e coronaropatia sono associate a FA, come lo sono altre condizioni cardiache e polmonari, quali valvulopatia cardiaca, patologia polmonare cronica e insufficienza cardiaca congestizia. Per il resto, cuori in condizioni normali, sotto l’effetto di alcol, stress, caffeina, infezioni gravi o alcuni farmaci possono sviluppare FA. Talvolta, non si identifica alcuna causa di fondo. Il rischio di FA sembra direttamente proporzionale all’avanzamento dell’età, in particolar modo dopo i 60 anni.

- * DIAGNOSI

  • Per la diagnosi della FA, il medico utilizza normalmente l’esame dell’elettrocardiogramma (ECG). Si tratta di un test indolore nel quale elettrodi a tampone applicati alla pelle del paziente mostrano l’andamento dei segnali elettrici nel cuore e il risultato viene stampato su carta. Il medico è in grado di indicare al paziente il suo tipo di ritmo leggendo lo schema stampato del battito cardiaco.

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  • Tuttavia, se la fibrillazione è intermittente, un normale esame ECG può non evidenziare il problema. Il medico può consigliare altri tipi di esami che richiedono di indossare un piccolo monitor per diversi giorni, nel tentativo di registrare un episodio di FA. Sarà il medico ad indicare al paziente il tipo di esame più adatto alle sue condizioni.

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- * TRATTAMENTO

  • Il trattamento della FA dipende in gran parte dai sintomi del paziente. In generale, il medico focalizza l’attenzione su trattamenti che supportino il controllo della frequenza cardiaca e riducano il rischio di emboli sanguigni. Anticoagulanti quali aspirina o warfarin vengono comunemente prescritti. Sono disponibili inoltre diverse terapie antiaritmiche che supportano il controllo degli episodi di ritmi cardiaci accelerati. La scelta del farmaco più adatto varia da individuo a individuo. Dato che la maggior parte delle terapie è efficace solo per un certo periodo di tempo, può essere necessario provare altri farmaci se nel paziente persistono i sintomi o insorgono effetti collaterali indesiderati.

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  • Per un certo numero di pazienti affetti da FA le terapie non sono in grado di controllare efficacemente l’aritmia oppure possono causare gravi effetti collaterali. Per questi soggetti potrebbe essere presa in considerazione una procedura chiamata ablazione.

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  • Per alcuni pazienti può risultare necessario l’impianto di un pacemaker insieme ad una procedura di ablazione.

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  • La cardioversione esterna ed interna, i regimi di trattamento farmacologico e una varietà di procedure di ablazione con catetere vengono attualmente utilizzati per controllare la fibrillazione atriale. La soluzione migliore viene stabilita dal paziente e dal medico.

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