E raro che i bambini o
adolescenti in età scolare vengano sottoposti a
una visita di controllo ortopedico. Ci sono
almeno tre situazioni che richiedono una attenta
valutazione specialistica per prevenire eventuali
complicanze ortopediche: la comparsa di un dolore
articolare, muscolare o scheletrico; una
predisposizione familiare allo sviluppo di paramorfismi
come
scoliosi e
alluce valgo; lo sviluppo di posture
e appoggio plantare scorretti.
Se si escludono dolori
passeggeri e di poco conto come quelli
conseguenti all'accumulo di acido lattico nei
muscoli, a piccoli urti e traumi frequenti nei
bambini in continua attività ludica e sportiva
ogni disturbo doloroso andrebbe attentamente
sottoposto allo specialista.
Le patologie:
Malattia di Sever-Blank:
Si
tratta di una infiammazione che colpisce la
cartilagine di accrescimento del tallone nei
bambini tra i 9 e gli 11 anni. Il dolore e
localizzato posteriormente al calcagno dove fa
presa il tendine di Achille, limita lo sport e
penalizza anche la semplice deambulazione nei
casi più severi. Il riposo, calzature comode, il
ghiaccio e poche compresse di antidolorifico sono
le cure più adeguate.
Malattia di Osgood-Schlatter:
Il
disturbo interessa il ginocchio nel punto in cui
il tendine rotuleo si inserisce alla tibia. Può
comparire nella zona di dolore anche una piccola
sporgenza che la radiografia mette in evidenza
come <infiammazione e frammentazione della
cartilagine di accrescimento della tuberosità
tibiale anteriore>. Sono più colpiti i
maschietti, specie se preticano con assiduità il
calcio. Il disturbo regredisce spontaneamente con
un periodo di riposo,senza lasciare tracce.
Attenzione però ad ignorare il dolore.
Continuare stoicamente a fare sport può portare
allo sviluppo di calsificazioni permanenti che
richiedono la asportazione chirurgica.
Malattia di Sinding-Larsen:
Simile
alla precedente, ma più rara colpisce sempre il
ginocchio ma a livello della rotula.
Malattia di Koeler:
Frequente
specie nelle femminucce, interessa il secondo
metatarso del piede. La testa del metatarso va in
contro ad una sofferenza ischemica, non riceve
più un sufficiente apporto di sangue e ossigeno
e perde vitalità. Infine perde resistenza e si
deforma. Il dolore tuttavia passa spontaneamente,
ma a differenza degli altri "dolori di
crescita" a distanza di anni, una volta
adulto, il piede sviluppa una forma di artrosi
localizzata alla base del secondo dito che può
richiedere un piccolo intervento chirurgico.
Epifisiolisi:
Si
tratta di un disturbo della catilagine di
accrescimento che si trova tra la testa del
femore e il suo collo. Il dolore è tipicamente
riferito all'inguine tanto da dare zoppia e un
tipico atteggiamento antalgico con l'arto
sofferente addotto e ruotato internamente.
Progressivamente la testa del femore scivola sul
collo e si angola in posizione anomala, tanto da
sviluppare una grave limitazione permanente e una
volta raggiunta l'età adulta, l'artrosi dell'anca.
Una comune radiografia chiarisce il problema, che
può essere brillantemente risolto con un
tempestivo intervento chirurgico di riduzione e
fissazione della testa del femore nella posizione
anatomica.
Spondilolisi e
spondilolistesi:
Si
tratta di una frattura da stress dei peduncoli
posteriori di una vertebra lombare, in genere l'ultima
o la penultima. Forse esiste una predisposizione
a questa lesione vertebrale per cui chi ne soffre
sviluppa localmente tessuto fibroso anziché
osseo nella sede della disgiunzione. Ma sono
soprattutto le sollecitazioni di sport come la
danza e la iperlordosi lombare che creano una
sollecitazione eccessiva sulle ultime vertebre,
tanto da lesionarle. Quando entrambi i peduncoli
vertebrali si sono pian piano fratturati, la
vertebra soprastante diventa instabile e scivola
in avanti. In questo modo oltre ai dolori si
svilupano anche sintomi neurologici dovuti allo
stiramento delle radici nervose che prendono
origine dal canale midollare. Nella prima fase la
fisioterapia e il rinforzo muscolare possono
essere un valido aiuto, ma quando si è
instaurato uno scivolamento con sintomi
neurologici agli arti inferiori si deve ricorrere
ad un intervento chirurgico di stabilizzazione
vertebrale con placca viti metalliche.
Alluce valgo, piede
piatto e scoliosi:
Si
tratta di deformazioni dello scheletro che non
hanno nella maggioranza dei casi altra
spiegazione che una predisposizione genetica.
Come dire un'errore di progetto che si eredita
dalla famiglia. Non è raro trovare famiglie in
cui varie generazioni soffrono di alluce
valgo. E bene controllare
periodicamente il piedino specie delle bambine
che hanno in famiglia più componenti affetti da alluce
valgo e/o piede piatto.
La
Baropodometria (lo studio
computerizzato del passo) è un'esame che aiuta a
seguire nel tempo la evoluzione del piede piatto,
mentre le radiografie sono più indicate allo
studio dell'alluce che si è deformato. Il piede
piatto, se è così grave da sviluppare dolore o
fa prevedere allo specialista complicanze
articolari, deve essere corretto chirurgicamente,
preferibilmente tra i 9 e i 12 anni. A questo
scopo sono state disegnate speciali viti che
impiantano per via mininvasiva attraverso un
accesso cutaneo millimetrico sotto il malleolo
laterale e che limitano il movimento anomalo del
piede. Le viti realizzate in acido polilattico
scompaiono dopo qualche anno a sviluppo
scheletrico ultimato. Interventi correttivi
precoci esistono anche per l'alluce valgo, ma
preferibilmente, è meglio aspettare i 16-17 anni.
La
Scoliosi è una
deformazione della colonna vertebrale che si
incurva ad " S " fino a rendere
asimmetrico il profilo dei fianchi, delle spalle
e del torace. Rispetto al passato il problema è
stato ridimensionato e casi lievi di deviazione
della colonna, di pochi gradi, sono oggi
considerati non patologici o comunque privi di
conseguenze rilevanti. Devono tuttavia essere
controllati periodicamente, perché specie
durante il periodo di rapido accrescimento in
altezza degli adolescenti, la scoliosi
lieve può peggiorare
rapidamente. Le cure sono in genere
fisioterapiche, consigliate apposite ginnastiche
posturali. Il busto è riservato ai casi più
gravi o con tendenza al peggioramento, solo le scoliosi con
deviazione maggiori necessitano l'intervento
chirurgico.
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