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Bulimia

  • Di che cosa si tratta ?

  • Come capire la bulimia ?

.Al centro del disordine alimentare, ci sono fattori d'origine sociale, psicologici, emotivi . . .

8 Di che cosa si tratta ?

La bulimia, o con un termine più tecnico la bulimia nervosa, è un disturbo alimentare caratterizzato da episodi di abbuffate seguiti di solito da comportamenti compensatori. Le abbuffate consistono tipicamente nel mangiare grandi quantità di cibo, spesso ad alto contenuto calorico. In genere questo viene fatto in segreto e può continuare per anni senza che gli altri se ne accorgano. Il comportamento compensatorio utilizzato più frequentemente è il vomito autoindotto, ma possono esservi anche abuso di lassativi e di diuretici, digiuno e attività fisica eccessiva.

Lo scopo di questo comportamento è di "neutralizzare" l'abbuffata. È un tentativo di alleviare il senso di colpa provocato dall'abbuffata e di minimizzare ogni aumento di peso che si potrebbe verificare di conseguenza. Il comportamento compensatorio probabilmente è più distruttivo dell'abbuffata per due ragioni. In primo luogo, ha un maggior numero di pericoli fisici e medici. In secondo luogo, tale comportamento aiuta a legittimare l'abbuffata; cioè il comportamento compensatorio, neutralizzando l'abbuffata, aumenta la probabilità che questa in futuro si verifichi di nuovo.

La gamma dei comportamenti può variare di molto da persona a persona. Mentre alcune delle pazienti si abbuffano e ricorrono a questi comportamenti di compenso parecchie volte al giorno, altre lo fanno solo saltuariamente. Varia anche ciò che si intende per abbuffata. Per una persona l'abbuffata potrebbe equivalere a cinquemila calorie di cibi dolci, mentre per l'altra potrebbe voler dire mangiare qualsiasi cibo che non sia a basso contenuto calorico. Allo stesso modo anche il comportamento compensatorio può presentarsi sotto parecchie forme. Sebbene la maggior parte delle persone bulimiche si autoinduca il vomito, alcune vomitano raramente o non vomitano mai. Altre possono combinare più metodi di compenso, il vomito e l'abuso di lassativi o il digiuno, l'attività fisica eccessiva e l'abuso di diuretici.

8 Come capire la bulimia ?

La bulimia ha tre componenti: il comportamento alimentare e compensatorio, o componente comportamentale; il modo in cui le persone bulimiche pensano a se stesse e al loro mondo, o componente cognitiva; e il modo in cui le bulimiche gestiscono le proprie emozioni, o componente emotiva. Per capire la bulimia è necessario capire tutte le tre parti del problema.

Forse il caso di Allison può facilitare la comprensione della bulimia attraverso l'identificazione del ruolo che ciascuna di queste componenti ha giocato nel suo disturbo. Allison era quasi sempre infelice e depressa (emotiva). Pensava (cognitiva) che l'infelicità fosse dovuta al suo peso e che la soluzione del problema stesse nel dimagrire. Di conseguenza cominciò a mettersi a dieta (comportamentale). Purtroppo non riusciva a seguire una dieta ragionevole e cosi divenne sempre più restrittiva con l'alimentazione ed eccessiva con l'attività fisica (comportamentale). La dieta e l'esercizio fisico irragionevoli la portarono ad abbuffarsi (comportamentale), il che l'aiutò a pensare che era "cattiva", non aveva "alcuna forza di volontà" ed era "priva di controllo" (cognitiva). A loro volta questi pensieri negativi la fecero sentire più depressa e abbassarono la sua già bassa autostima (emotiva). Quando si abbuffava, provava anche sensi di colpa e aveva paura (emotiva), allora sentiva che doveva neutralizzare il cibo (comportamentale). Siccome con il passare del tempo le abbuffate e i comportamenti compensatori aumentavano, si sentiva ancora peggio nei propri confronti (emotiva), e così il cibo bulimico continuò fino a che non entrò in trattamento.

Il passo più importante per capire la bulimia è rendersi conto che le abbuffate e i comportamenti compensatori vengono usati per gestire le emozioni sgradevoli. Ciascuno di noi sa per esperienza che se sta abbastanza male farà di tutto per sentirsi meglio. Le persone bulimiche hanno trovato che abbuffarsi e ricorrere ai comportamenti compensatori può momentaneamente distrarle dalla loro sofferenza. Sfortunatamente, poiché le abbuffate e i comportamenti compensatori sono solo distrazioni, è inevitabile che questi sentimenti riemergano, rendendo necessari ulteriori abbuffate e comportamenti compensatori.

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