| 8 Di che cosa
si tratta ? La bulimia, o con un
termine più tecnico la bulimia nervosa, è un
disturbo alimentare caratterizzato da episodi di
abbuffate seguiti di solito da comportamenti
compensatori. Le abbuffate consistono tipicamente
nel mangiare grandi quantità di cibo, spesso ad
alto contenuto calorico. In genere questo viene
fatto in segreto e può continuare per anni senza
che gli altri se ne accorgano. Il comportamento
compensatorio utilizzato più frequentemente è
il vomito autoindotto, ma possono esservi anche
abuso di lassativi e di diuretici, digiuno e
attività fisica eccessiva.
Lo
scopo di questo comportamento è di "neutralizzare"
l'abbuffata. È un tentativo di alleviare il
senso di colpa provocato dall'abbuffata e di
minimizzare ogni aumento di peso che si potrebbe
verificare di conseguenza. Il comportamento
compensatorio probabilmente è più distruttivo
dell'abbuffata per due ragioni. In primo luogo,
ha un maggior numero di pericoli fisici e medici.
In secondo luogo, tale comportamento aiuta a
legittimare l'abbuffata; cioè il comportamento
compensatorio, neutralizzando l'abbuffata,
aumenta la probabilità che questa in futuro si
verifichi di nuovo.
La
gamma dei comportamenti può variare di molto da
persona a persona. Mentre alcune delle pazienti
si abbuffano e ricorrono a questi comportamenti
di compenso parecchie volte al giorno, altre lo
fanno solo saltuariamente. Varia anche ciò che
si intende per abbuffata. Per una persona l'abbuffata
potrebbe equivalere a cinquemila calorie di cibi
dolci, mentre per l'altra potrebbe voler dire
mangiare qualsiasi cibo che non sia a basso
contenuto calorico. Allo stesso modo anche il
comportamento compensatorio può presentarsi
sotto parecchie forme. Sebbene la maggior parte
delle persone bulimiche si autoinduca il vomito,
alcune vomitano raramente o non vomitano mai.
Altre possono combinare più metodi di compenso,
il vomito e l'abuso di lassativi o il digiuno, l'attività
fisica eccessiva e l'abuso di diuretici.
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Come
capire la bulimia ?
La
bulimia ha tre componenti: il comportamento
alimentare e compensatorio, o componente
comportamentale; il modo in cui le persone
bulimiche pensano a se stesse e al loro mondo, o
componente cognitiva; e il modo in cui le
bulimiche gestiscono le proprie emozioni, o
componente emotiva. Per capire la bulimia è
necessario capire tutte le tre parti del problema.
Forse
il caso di Allison può facilitare la
comprensione della bulimia attraverso l'identificazione
del ruolo che ciascuna di queste componenti ha
giocato nel suo disturbo. Allison era quasi
sempre infelice e depressa (emotiva). Pensava (cognitiva)
che l'infelicità fosse dovuta al suo peso e che
la soluzione del problema stesse nel dimagrire.
Di conseguenza cominciò a mettersi a dieta (comportamentale).
Purtroppo non riusciva a seguire una dieta
ragionevole e cosi divenne sempre più
restrittiva con l'alimentazione ed eccessiva con
l'attività fisica (comportamentale). La dieta e
l'esercizio fisico irragionevoli la portarono ad
abbuffarsi (comportamentale), il che l'aiutò a
pensare che era "cattiva", non aveva
"alcuna forza di volontà" ed era
"priva di controllo" (cognitiva). A
loro volta questi pensieri negativi la fecero
sentire più depressa e abbassarono la sua già
bassa autostima (emotiva). Quando si abbuffava,
provava anche sensi di colpa e aveva paura (emotiva),
allora sentiva che doveva neutralizzare il cibo (comportamentale).
Siccome con il passare del tempo le abbuffate e i
comportamenti compensatori aumentavano, si
sentiva ancora peggio nei propri confronti (emotiva),
e così il cibo bulimico continuò fino a che non
entrò in trattamento.
Il
passo più importante per capire la bulimia è
rendersi conto che le abbuffate e i comportamenti
compensatori vengono usati per gestire le
emozioni sgradevoli. Ciascuno di noi sa per
esperienza che se sta abbastanza male farà di
tutto per sentirsi meglio. Le persone bulimiche
hanno trovato che abbuffarsi e ricorrere ai
comportamenti compensatori può momentaneamente
distrarle dalla loro sofferenza. Sfortunatamente,
poiché le abbuffate e i comportamenti
compensatori sono solo distrazioni, è
inevitabile che questi sentimenti riemergano,
rendendo necessari ulteriori abbuffate e
comportamenti compensatori.
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