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Bulimia

  • Sintomi e Diagnosi

  • Trattamento e cura

.Al centro del disordine alimentare, ci sono fattori d'origine sociale, psicologici, emotivi . . .

8 Sintomi e diagnosi

La bulimia comincia quasi sempre con una dieta o almeno con il desiderio di perdere peso. Il soggetto di solito ha tentato di tutto per dimagrire e allora si sente senza speranza. Pensa che se solo riuscisse a diminuire di peso sarebbe più felice e in grado di realizzare molto di più nella propria vita. Qualche volta scopre per caso l'abbuffata e il comportamento compensatorio; cioè è possibile che vomiti spontaneamente dopo mangiato. Oppure può aver sentito da un'amica di "questo grande sistema per mangiare tutto quello che si vuole e tuttavia perdere peso". Oppure può averlo imparato dalla televisione o dalla stampa. Ironia della sorte, molte bulimiche riferiscono di aver appreso delle tecniche compensatorie da programmi televisivi e articoli di riviste, designati per informare e avvertire il pubblico sui pericoli della bulimia.

Indipendentemente dalla fonte dell'idea, la maggior parte delle bulimiche non intende ricorrere alle abbuffate e ai comportamenti compensatori con sistematicità; crede di poter controllare queste condotte. Purtroppo, gli individui disposti a provare le abbuffate e i metodi di compenso di solito sono quelli meno in grado di controllare questi comportamenti. Ad ogni episodio di abbuffata, con la pratica e il rinforzo queste condotte si consolidano. Cioè, ogni volta che la persona si abbuffa e si purga, tali condotte rimangono "impresse dentro" e diventano risposte più probabili a situazioni future. In aggiunta, abbuffate e comportamenti compensatori aiutano la persona a sentirsi meglio temporaneamente in quanto riducono l'ansia e la paura. Questo aspetto di riduzione della tensione tipico della bulimia tende anche a far aumentare la probabilità delle ricadute. Infine, diventa più facile per l'individuo razionalizzare queste condotte, ossia diventa più facile giustificarle. Agli inizi la bulimia doveva essere un esperimento cui si ricorreva raramente come forma di aiuto per gestire il peso. Tuttavia con la pratica, la riduzione della tensione e la razionalizzazione, questa diventa in breve una compulsione usata di frequente e che rimane fuori dal controllo dell'individuo.

La bulimia è legata a fattori familiari, sociali e psicologici. Inoltre possono giocare un ruolo anche fattori di tipo biologico, quali la predisposizione alla depressione. I fattori familiari, sociali e biologici preparano il terreno per lo sviluppo della bulimia e una volta preparato, le caratteristiche psicologiche, o più specificatamente di personalità, dell'individuo sono il fattore determinante.

Una nota finale su ciò che la bulimia è e da dove deriva riguarda la questione del controllo. Le bulimiche sono individui che tipicamente non sentono di avere il controllo dell'alimentazione, i sentimenti o la vita. Sotto molti aspetti la bulimia contribuisce a questa sensazione, ma viene anche usata per gestire i sentimenti e ripristinare un senso di controllo. Per esempio: quando le bulimiche si sentono fuori controllo, sono propense ad abbuffarsi e purgarsi. Con l'abbuffata e il comportamento compensatorio, possono sentirsi temporaneamente il ripristino del senso di controllo. Cioè, spesso sono molto tese e in ansia prima di abbuffarsi e purgarsi; l'atto di abbuffarsi e purgarsi può allentare un pó di quella tensione, aiutandole a sentirsi più rilassate e in controllo. Paradossalmente, abbuffarsi e purgarsi può farle sentire maggiormente fuori controllo, tuttavia, sotto un altro punto di vista, la prevedibilità (certezza) dell'abbuffata e del comportamenteo compensatorio può aiutarle a sentirsi in controllo, perché almeno sanno cosa aspettarsi.

La questione del controllo è piuttosto complessa e spesso paradossale, talvolta al punto da poter apparire contraddittoria. La sua comprensione è però fondamentale se volete veramente capire la bulimia, com'è e come viene usata dalla vostra amica o familiare.

8 Trattamento e cura

Il trattamento è essenziale perchè la maggior parte delle bulimiche non è in grado di superare questo complesso disturbo da sola. Sfortunatamente moltissime bulimiche hanno paure e preoccupazioni riguardo al trattamento che le rendono apprensive nella ricerca dell'aiuto professionale di cui hanno bisogno. Nonostante la maggior parte di queste paure e preoccupazioni sia infondata, influenza comunque le decisioni della bulimica circa la terapia.

Il trattamento può essere fornito sotto forma di terapia individuale, terapia familiare e terapia di gruppo. Altre forme supplementari utili al trattamento potrebbero comprendere: gruppi di auto-aiuto, terapia nutrizionale e terapia farmacologica. Nella psicoterapia individuale, il terapeuta lavora solo con la persona bulimica nel tentativo di determinare come si sono sviluppate le difficoltà alimentari e come si potrebbero cambiare, e di cominciare il processo di cambiamento. Anche se molte bulimiche assumono gli stessi comportamenti, ogni persona è unica e richiede un approccio terapeutico tagliato su misura per le sue necessità. La terapia individuale fornisce questo approccio specifico.

La terapia familiare coinvolge non soltanto l'individuo bulimico ma anche i membri della famiglia che in qualche modo hanno un ruolo nelle sue difficoltà. La bulimia comincia quasi sempre a casa. Di solito ci sono interazioni o dinamiche che operano all'interno della famiglia e che mantengono la bulimia. Nella terapia familiare l'attenzione è meno sull'individuo bulimico e più sulla famiglia come unità. L’obiettivo della terapia è di modificare le interazioni o le dinamiche familiari maladattive attraverso la collaborazione e l'assistenza dei membri della famiglia. Se queste modifiche vengono completate con successo, il bisogno della bulimia da parte del soggetto e nella famiglia dovrebbe diminuire.

Di tutte le modalità di trattamento, la terapia di gruppo è stata probabilmente la più efficace, nel produrre un cambiamento terapeutico. Con terapia di gruppo ci riferiamo ad un gruppo costituito da persone con disturbi alimentari, in maggioranza bulimia, la cui attenzione primaria è su problemi tipici delle bulimiche. Il trattamento di gruppo offre parecchi vantaggi. Primo, consente a ciascun individuo di scoprire che non è l'unico ad avere questo problema. Secondo, fornisce un gruppo di sostenitori che capiranno come si sente. Terzo, dà un ambiente sicuro in cui imparare le nuove abilità di cui ci sarà bisogno per rinunciare ai sintomi alimentari. Quarto, la terapia di gruppo offre l'opportunità di imparare dagli altri membri del gruppo, come pure dal terapeuta. E, infine, il gruppo fornisce a ciascun membro la possibilità di instaurare rapporti significativi all'interno del gruppo e di affrontare la separazione quando il gruppo finisce.

Il gruppo di auto-aiuto per la bulimia è analogo al gruppo terapeutico sotto alcuni aspetti, e piuttosto diverso per altri. Il gruppo di auto-aiuto è un gruppo di sostegno piuttosto che un gruppo terapeutico. Mentre l'obiettivo del gruppo terapeutico è di promuovere il cambiamento terapeutico, l'obiettivo del gruppo di auto-aiuto è di fornire il sostegno e l'incoraggiamento necessari per compiere e mantenere tale cambiamento. Come implica il nome stesso, il gruppo di auto-aiuto non è condotto da un terapeuta ma da una bulimica in via di guarigione, oppure può non avere una guida. A volte i gruppi di auto-aiuto o di sostegno sono disponibili anche per i genitori e gli amici della bulimica. Nella maggior parte dei casi, questi gruppi sono gratuiti.

La terapia nutrizionale di solito è fornita da un dietologo diplomato e implica una serie di informazioni nutrizionali, ma anche la programmazione dei pasti. Molte bulimiche non credono di aver bisogno di informazioni sulla nutrizione. Presumono di sapere che cosa devono mangiare, solo che non riescono a metterlo in pratica. In realtà, la loro conoscenza spesso è costruita sul calcolo delle calorie e sui miti riguardanti l'alimentazione e la perdita di peso. Spesso scoprono con sorpresa che sanno poco e che molto di quello che credevano non ha in effetti alcun fondamento.

Molte bulimiche non mangiano normalmente da così tanto tempo che non sanno come o cosa mangiare per alimentarsi normalmente. Con la programmazione dei pasti, viene fornito un piano alimentare fatto su misura per le loro particolari difficoltà e i loro obiettivi. Questo piano non soltanto le aiuta a sapere quando e cosa mangiare, ma anche a cominciare a normalizzare nuovamente l'alimentazione. Avere un piano alimentare riduce anche parte dell'ansia e della paura associate all'alimentazione. Nonostante alcune pazienti inizialmente non gradiscano la programmazione alimentare e facciano resistenza, molte alla fine riferiscono che questo è stato uno degli aspetti più utili del trattamento.

La terapia farmacologica implica l'uso di medicine, di solito farmaci antidepressivi, dal momento che molte bulimiche sono depresse.

Per quanto efficace possa essere ciascuno di questi metodi di trattamento se usato singolarmente, questi tendono a produrre un cambiamento terapeutico ancora maggiore quando vengono utilizzati insieme in un programma terapeutico multidisciplinare.

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