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Noi e il nostro bambino ...

L'avete sognato, immaginato per nove lunghi mesi ed ora lui è proprio lì, apparentemente fragile, indifeso, totalmente dipendente da voi...

Normale sentirsi un po' smarrite, insicure: " mamme non si nasce, si diventa "... E ci vuole tempo per abituarsi a lui, per imparare a conoscerlo, e capire le sue necessità.

Come decifrare il suo pianto:

La prima cosa che vi metterà in agitazione è il suo pianto. Se all'ospedale il bimbo vi appariva un angioletto, buono e tranquillo, appena varcata la soglia di casa vi sembrerà un vero "urlatore" di professione. Che cosa scatena questo cambiamento? semplicamente i suoi bisogni e sensazioni, e questo è il suo unico modo di comunicare, e lo fa con tutto il fiato che ha a disposizione, quindi fino a quando non avrete soddisfatto la sua richiesta, non smetterà di "urlare". Bisogna non perdere la calma non è facile specie all'inizio, decifrare il suo pianto.

Per aiutarvi a interpretarlo, vediamo come distinguere le diverse ragioni di tante lacrime:

Piange ! ...

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  • Ha fame?

Certo la fame è il motivo più ricorrente che fa scatenare il pianto, strilli sonori che nessuna coccola può calmare. Infatti il vostro piccolo si calmerà solo quando riceverà la sua razione di latte. Se piange e sono trascorse circa un paio d'ore dall'ultima poppata, sicuramente sarà per fame. Può capitare, tuttavia, che vi solleciti molto prima: provate a ofrirli un biberon d'acqua o di camomilla, spesso si dimentica che un lattante può avere sete. Ma se non si calma, allora è proprio di latte che ha bisogno: accontentatelo!.

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  • Ha male?

Improvviso, acuto, inconsolabile... così appare il pianto che può nascondere qualche disturbo o dolore. Ma è un pianto che può assumere sfumature diverse. Sè il motivo non è subito chiaro (l'acqua del bagnetto troppo calda o troppo fresca, un piccolo urto), non resta che procedere per tentativi: coccolarlo, cullarlo, masseggiargli il pancino. Se comunque notate qualcosa di insolito nel comportamento del vostro bambino, consultate con il pediatra.

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  • E agitato?

Un neonato è "bombardato" continuamente di stimoli diversi: rumori improvvisi, luci che si accendono, mani che lo spogliano, fratellini che lo toccano. Non si può certo "fare il vuoto" intorno a lui e, d'altra parte, questa "confusione" non lo disturba più di tanto quando il piccolo è tranquillo, ha mangiato, è rilassato. Vere e proprie crisi di pianto si scatenano nei momenti di maggiore tensione: il bimbo è stanco, nervoso e ha bisogno di un pianto liberatorio per ritrovare un suo equilibrio. Molti bambini, per esempio, piangono per 5-10 minuti prima di addormentarsi. Non lasciatelo piangere pensando che così cederà prima al sonno: può darsi che abbia solo bisogno di coccole e di calma.

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  • Ha freddo?

Viene spontaneo pensarlo quando gli state togliendo tutine e camicini per prepararlo al bagnetto e lui si agita fino a piangere non appena è completamente nudo. Questo "sfogo" non dipende dal freddo, ma da quella improvvisa sensazione di nudità che gli dà fastidio. Per calmarlo, copritelo con un asciugamano. E più probabile invece che senta freddo quando è nella carrozzina all'aperto, e allora il suo pianto può avvisarci di portarlo in un posto più caldo e confortevole.

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  • Si sente solo?

Può succedere, anche se vi sembra impossibile che così piccolo, senta la solitudine. In realtà, lui sente la vostra mancanza e vi richiama con un pianto imperioso, a tratti quasi disperato. Non credete a chi lo batezza come un pianto di capricci e vi esorta a non prendere il bambino in braccio. Non temete: non lo vizierete cullandolo un po' tra le vostre braccia, facendogli sentire il battito del vostro cuore che lo tranquillizza

Non sempre, però, si può rimanere con lui in braccio per ore a volte torna utile il marsupio riuscendo così a tenerlo vicino mentre continuate ciò che stavate facendo oppure avvolgerlo in una copertina che gli dà la sensazione del vostro caldo abbraccio.

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