Noi e il nostro bambino ... 
L'avete sognato,
immaginato per nove lunghi mesi ed ora lui è
proprio lì, apparentemente fragile, indifeso,
totalmente dipendente da voi...
Normale sentirsi un
po' smarrite, insicure: " mamme non si nasce,
si diventa "... E ci vuole tempo per
abituarsi a lui, per imparare a conoscerlo, e
capire le sue necessità.
Come decifrare il suo
pianto:
La
prima cosa che vi metterà in agitazione è il
suo pianto. Se all'ospedale il bimbo vi appariva
un angioletto, buono e tranquillo, appena varcata
la soglia di casa vi sembrerà un vero "urlatore"
di professione. Che cosa scatena questo
cambiamento? semplicamente i suoi bisogni e
sensazioni, e questo è il suo unico modo di
comunicare, e lo fa con tutto il fiato che ha a
disposizione, quindi fino a quando non avrete
soddisfatto la sua richiesta, non smetterà di
"urlare". Bisogna non perdere la calma
non è facile specie all'inizio, decifrare il suo
pianto.
Per
aiutarvi a interpretarlo, vediamo come
distinguere le diverse ragioni di tante lacrime:
Piange ! ...
***
Certo
la fame è il motivo più ricorrente che fa
scatenare il pianto, strilli sonori che nessuna
coccola può calmare. Infatti il vostro piccolo
si calmerà solo quando riceverà la sua razione
di latte. Se piange e sono trascorse circa un
paio d'ore dall'ultima poppata, sicuramente sarà
per fame. Può capitare, tuttavia, che vi
solleciti molto prima: provate a ofrirli un
biberon d'acqua o di camomilla, spesso si
dimentica che un lattante può avere sete. Ma se
non si calma, allora è proprio di latte che ha
bisogno: accontentatelo!.
***
Improvviso,
acuto, inconsolabile... così appare il pianto
che può nascondere qualche disturbo o dolore. Ma
è un pianto che può assumere sfumature diverse.
Sè il motivo non è subito chiaro (l'acqua del
bagnetto troppo calda o troppo fresca, un piccolo
urto), non resta che procedere per tentativi:
coccolarlo, cullarlo, masseggiargli il pancino.
Se comunque notate qualcosa di insolito nel
comportamento del vostro bambino, consultate con
il pediatra.
***
Un
neonato è "bombardato" continuamente
di stimoli diversi: rumori improvvisi, luci che
si accendono, mani che lo spogliano, fratellini
che lo toccano. Non si può certo "fare il
vuoto" intorno a lui e, d'altra parte,
questa "confusione" non lo disturba
più di tanto quando il piccolo è tranquillo, ha
mangiato, è rilassato. Vere e proprie crisi di
pianto si scatenano nei momenti di maggiore
tensione: il bimbo è stanco, nervoso e ha
bisogno di un pianto liberatorio per ritrovare un
suo equilibrio. Molti bambini, per esempio,
piangono per 5-10 minuti prima di addormentarsi.
Non lasciatelo piangere pensando che così
cederà prima al sonno: può darsi che abbia solo
bisogno di coccole e di calma.
***
Viene
spontaneo pensarlo quando gli state togliendo
tutine e camicini per prepararlo al bagnetto e
lui si agita fino a piangere non appena è
completamente nudo. Questo "sfogo" non
dipende dal freddo, ma da quella improvvisa
sensazione di nudità che gli dà fastidio. Per
calmarlo, copritelo con un asciugamano. E più
probabile invece che senta freddo quando è nella
carrozzina all'aperto, e allora il suo pianto
può avvisarci di portarlo in un posto più caldo
e confortevole.
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Può
succedere, anche se vi sembra impossibile che
così piccolo, senta la solitudine. In realtà,
lui sente la vostra mancanza e vi richiama con un
pianto imperioso, a tratti quasi disperato. Non
credete a chi lo batezza come un pianto di
capricci e vi esorta a non prendere il bambino in
braccio. Non temete: non lo vizierete cullandolo
un po' tra le vostre braccia, facendogli sentire
il battito del vostro cuore che lo tranquillizza
Non
sempre, però, si può rimanere con lui in
braccio per ore a volte torna utile il marsupio
riuscendo così a tenerlo vicino mentre
continuate ciò che stavate facendo oppure
avvolgerlo in una copertina che gli dà la
sensazione del vostro caldo abbraccio.
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