Anche
i nostri amici a quattro zampe si
ammalano e quindi è indispensabile
seguire il calendario
delle vacinazioni
e tenerli curati in modo che il nostro
inseparabile amico sia sempre in ...
ottima
salute!
Ogni
nuovo gattino arruffato e tremante oltre
che motivo di gioia e tenerezza, è una
responsabilità. Bisogna pensare da
subito a nutrirlo in modo adeguato e a
proteggerlo dalle malattie, microrganismi
e dagli insetti pronti ad attaccarlo,
pulci ed enteroparassiti.
Regole
per un neo-micio in famiglia:
+
Portarlo
subito al veterinario per le
vaccinazioni e i controlli
necessari, soprattutto se non si
conosce il proprietario.
Attendere
l'esito delle analisi prima di
farlo entrare in contatto con
bambini e altri animali già
presenti in casa.
Se
si possiedono altri gatti,
prevedere un periodo di "confinamento",
con cuccia e ciotole separate,
abituarli in modo graduale alla
convivenza.
Se
il micio è molto piccolo e non e
stato completamente svezzato
dalla mamma, cercare di aiutarlo
a bere latte con piccoli biberon
e tettarelle.
Specie
se è stato raccolto per strada,
nelle prime settimane fare
attenzione a eventuali sintomi
sospetti, come starnuti,
irrequietezza, secrezione dagli
occhi o dalle orecchie.
Se
il gattino stenta a crescere o
dimagrisce portatelo subito dal
veterinario, probabilmente non è
nutrito in modo giusto, oppure
ospita parassiti intestinali.
Sani
. Belli & Vaccinati:
Mentre
un gattino è nutrito dal latte materno,
non ha bisogno di essere ulteriormente
protetto poiché, insieme alle sostanze
che gli servono a crescere e svilupparsi,
riceve attraverso di esso gli anticorpi
necessari per difendersi dalle malattie.
Anche per questa ragione tutti i mici
dovrebbero poter completare lo svezzamento
secondo la natura sei-otto
settimane. A
bbandonato il prezioso alimento, le
difese iniziali del gattino iniziano a
calare per diventare irrisorie nell'arco
di una o due settimane. A questo punto le
infezioni batteriche e virali possono e
devono essere in gran parte prevenute,
ricorrendo a vaccinazioni
specifiche da effettuare poco dopo la
nascita e da ripetere poi a cadenza
prestabilita, come indicato dal
veterinario. In particolare, tra le otto
e le dieci settimane di età tutti i
gattini dovrebbero essere sottoposti alla
profilassi contro i virus della panleucopenia
(gastroenterite
causata da virus), della rinotracheite
e
della calicivirosi
(due
malattie respiratorie infettive). Per
ottenere una protezione duratura è
necessario procedere a richiami periodici:
il primo dopo un mese e i successivi una
volta all'anno. In aggiunta, soprattutto
se non è nato da una gatta domestica
notoriamente sana, il micio dovrebbe
essere testato anche per il virus della
leucemia
felina (FeLV) e per quello dell' immunodeficienza
felina (Fiv), una malattia simile all'
AIDS degli esseri umani. Invece, è
facoltativa la vaccinazione contro la
clamidiosi (malattia respiratoria che
provoca congiuntivite e starnuti), da
effettuare sempre tra le 8 e le 10
settimane, con richiami annuali. Un'ulteriore
protezione molto importante infine è
quella contro la rabbia,
che si ottiene somministrando l'apposito
vaccino tra il 3° e il 6° mese di vita.
Strategie di difesa:
Quando
il micio compie 8 settimane, si deve
pensare anche a difenderlo da
colonizzatori esterni e interni
decisamente sgradevoli. Ospiti
superficiali come le pulci, che adattate
al tepore domestico affliggono ormai
gatti e cani in ogni stagione, possono
essere tenuti alla larga adottando alcune
buone norme igieniche e utilizzando
periodicamente prodoti specifici,
studiati per rendere il pelo e la cute
dell'animale poco appetibili.
Per
evitare gli enteroparassiti
invece,
la prima regola è tenere il più
possibile sotto controllo l'alimentazione
del gatto, scegliendo prodotti
nutrizionalmente validi e garantiti e
facendo attenzione alla pulizia di
ciotole e ambiente.
Per
un micio "casalingo" è unico
membro a quattro zampe della famiglia,
già questo può bastare per non correre
riscchi. Il discorso cambia se in casa ci
sono altri animali, in particolare cani o
se il gatto può scorrazzare liberamente
in cortili, orti e giardini. In questo
caso, il pericolo di contrarre
microrganismi patogeni è alto e si
dovrà prevedere, con l'aiuto del
veterinario, una protezione mirata. Oggi
esistono anche prodoti combinati da
applicare sul pelo che difendono
contemporaneamente da pulci e parassiti.
Un pensiero per te...
Sicuramente
a chi possiede un micio sarà capitato al
meno una volta di trovare sello stuoino
di casa un suo macabro regalino, un topo,
un passerotto o un bell'insetto colorato,
ma comunque morto stecchito. Noi
rabbrividiamo e invece dovremmo
commuoverci. Perché il gatto ci stà
proccurando del cibo esattamente come
farebbe per i sui cuccioli. Si prende
cura di noi insomma. Vietato dunque
rimproverarlo, ci resterebbe malissimo.
Ma
al piccolo felino piace anche ritornare
alla sua infanzia: quando punta le zampe
contro di noi, oppure dorme tra i nostri
capelli. In quei momenti ci vede come la
sua mamma. Quando invece si struscia
intorno alle nostre gambe, per lui siamo
come alberi, parte del suo territorio,
sul quale lascia il suo marchio odoroso;
è un modo per riconoscerci, per
tranquilizzarsi e ricordarsi che è a
casa sua. Insomma, in qualche modo decida
di vederci, siamo importanti per lui e ci
dimostra affetto in mille modi.
Apprezziamoli, senza pretendere
comportamenti che non fanno parte della
loro natura. Sarebbe una vera crudeltà.
Le sue FUSA
fanno bene alle ossa:
I
gatti, come altri tanti felini, fanno le
fusa: un brontolio sordo e insistente per
esprimere soddisfacimento. Il suono
proviene dalla vibrazione della trachea
dell'animale ed è associato allo
scorrimento del sangue in una fitta rete
di capillari distribuiti sulla testa del
gatto. Le ragioni precise di questo
fenomeno non si conoscono, ma sembra che
sia una specie di mantra del felino per
rilassarsi e, in un certo modo, curare se
stesso. Le fuse dei gatti hanno un
importantissimo ruolo terapeutico, non a
caso questo rumore caratteristico lo
emettono anche i gatti feriti, malati o
semplicemente sotto stress. David Purdie,
del centro per le malattie ossee dell'Università
di Hull, in Gran Bretagna, sostiene
infatti che le onde sonore emesse da
questi piccoli felini abbiano una
frequenza ben precisa, che oscilla tra i
27 ed i 44 Herts. Una lunghezza d'onda
molto preziosa, perché sembra che aiuti
la riparazione dei muscoli e delle ossa.
Onde sonore con le stesse frequenze sono
risultate benefiche anche per l'organismo
e lo scheletro umano. Quindi tutto fa
pensare che queste fusa sono senza altro
buone per i nostri mici e anche tanto per
i loro padroni.
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