andropausa

: : : : il tuo settimanale "on line" di salute e benessere : : : :

DANAS . IT & DANASHOP

salute e benessere-sport e fitnes-abbigliamento e accesori-informatica-DVD-musica e divertimento-giochi e svago-casa & ufficio-

Argomenti

Medicina & società

Mamma & bambino

Maturità & Invecchiamento

Nutrizione & benessere

Crescita & adolescenza

Terapie & Cure Naturali

Infettivologia

Pronto soccorso

Registrati GRATIS al servizio

DANASHOP DA VALORE AI TUOI ACQUISTI!!

  • Casa & Ufficio
  • Abbigliamento
  • Viaggi Last Minute
  • Hi - Tech
  • Preventivi & servizi
  • Spazio Benessere
  • Idee Regalo
  • Internet
  • Sicurezza
  • Sport & Tempo Libero

..H.

A N D R O P A U S A

..

aDi che cosa si tratta?

E’ una patologia abbastanza comune che incide in maniera significativa negativamente sulla sessualità maschile e quindi sulla qualità della vita non solo dell’uomo ma anche della coppia.

La sua esistenza, negata dai medici per molto tempo, letteralmente significa:

  • arresto o diminuzione da parte del maschio della produzione degli ormoni androgeni, e fra questi soprattutto del testosterone libero.

L’andropausa è un evento patologico legato soprattutto all’insufficienza degli ormoni androgeni da parte dei testicoli e al precoce invecchiamento dell'apparato genitale maschile.

La diminuzione della produzione androgena è di circa il 50-70% rispetto al "maschio giovane" e non avviene in tutti gli uomini ma solo in una variabile dal 10 al 50% di uomini dai 40 ai 50 anni. Intorno ai 65-70 anni e oltre, invece, l’andropausa è nettamente più frequente.

L’andropausa dipende anche dal malfunzionamento dei recettori ormonali agli androgeni; a parità di deficit ormonale si possono avere quindi andropause più o meno severe per cui viene ad alterarsi la sessualità (calo della libido,cambiamenti dell’umore o della gioia di vivere dell’individuo, della pelle, della disposizione dell’adipo, e dei capelli.ecc.).

Bisogna considerare inoltre che un conto è un fisiologico (modesto) calo della sessualità e potenza che sopravviene con gli anni, un conto è invece un severo calo come può avvenire soprattutto se sono sopravvenute con l’avanzare dell’età anche malattie croniche: cardiovascolari, neurologiche, sistemiche, o il loro trattamento terapeutico, associato a disordini alimentari e agli effetti negativi del fumo e dell’alcol che potenziano in negativo l’andropausa stessa e portano progressivamente ad una demotivazione severa sessuale.

aQuali sono i sintomi?

I sintomi principali extrasessuali dell’andropausa sono:

  • perdita di tono
  • diminuzione dell’entusiasmo nella vita e lavoro
  • stanchezza che possono sfociare in una sorte di depressione.

L’uomo in andropausa è spesso pessimista e di cattivo umore e reagisce meno ai normali stress della vita, si fa problemi per tutto, diviene più suscettibile e triste.Ciò avviene in quanto diminuendogli gli androgeni diminuisce l’attività delle MAO (mono-amino-ossidasi) celebrali, a sua volta inibite dall’aumentato tasso degli ormoni estrogeni tipico della senescenza maschile.

Con la terapia ormonale androgena sostitutiva si assiste spesso ad un regredire di tale sintomatologia "nervosa".

L’uomo in andropausa facilmente nel giro di 3-4 anni:

  • aumenta di peso (di circa 5-10 Kg) per aumento dell’adipe a livello coscie, addome e natiche.
  • Si femminilizza insomma sia a cause dell’azione indotta dagli estrogeni, sia a causa del cambiamento delle abitudini alimentari tipiche appunto dell’uomo ansioso, stressato, depresso che mangia maggiormente "zuccheri rapidi" (cioccolatini, caramelle, dolci) a spese di proteine con perdita della massa muscolare e in parallelo aumento della massa grassa del corpo.

Altri sintomi dell’andropausa sono la maggior fatica (sia fisica-muscolare, ma soprattutto intellettuale), le perturbazioni del sonno e della memoria (in particolare dei fatti recenti), l’insorgere a volte della sensazione di angoscia-disagio ingiustificato nei confronti dei normali eventi della vita, per cui il maschio in andropausa invece di agire rimanda spesso ciò che prima aveva programmato.

Ci sono poi disturbi urinari legati agli effetti del deficit androgeno sull’innervazione vescicale; esistono anche dolori articolari-muscolari multipli (spalle, gomiti, mani, anche, ginocchie, schiena, collo), suscettibili solo a miglioramento temporaneo con le comuni terapie antinfiammatorie, se non viene corretto il deficit ormonale androgeno.

Altri sintomi dell’uomo in andropausa sono le abnormi sudate (disturbo della termoregolazione che è ormono-dipendente), disturbi ORL come la congestione cronica delle vie nasali, la tendenza all’anemizzazione.

aDiagnosi

Alla visita andrologica l’andropausa è spesso evidenziabile con la presenza di ginecomastia (abnorme sviluppo della ghiandola mammaria, a volte abnormemente sensibile alla palpazione, se non addirittura dolorosa, spesso asimmetrica). Ginecomastia reversibile con il trattamento ormonale soprattutto dovuto a testosterone topico (cerotti o gel). Ginecomastia ben diversa dalla adipomastia (solo grasso) che si presenta solo come massa molliccia, insensibile alla palpazione, e che l’ecotomografia mammaria chiarisce in modo preciso.

Altro segno caratteristico dell’andropausa è la ridotta (ipotrofia) dimensione dei testicoli anch’essa ben documentabile con l’ecotomografia testicolare e con l’orchidometro (apposito sizer misuratore del volume testicolare) che usualmente lo specialista andrologo utilizza nel corso della visita.

I testicoli dell’individuo in andropausa sono piccoli e meno sensibili alla palpazione e meno sodi. La cute dello scroto non è più rugosa, ma diviene liscia e meno pigmentata. La pelosità del pube diviene più femminea e sparisce progressivamente il triangolo superiore verso l’ombelico.

La muscolatura può ipotrofizzarsi soprattutto in quelli che non fanno sport, la pelle diventa più sottile e meno pelosa e si abbronza meno al sole.

Alcune malattie gravi fanno scendere la quota di testosterone: infezioni, l’infarto miocardico, accidenti vascolari cerebrali, cancro e stress intensi e prolungati. In caso di stress prolungati la ghiandole surrenali producono una quota maggiore di cortisolo che inibisce la produzione degli androgeni, (agiscono diminuendo la sensibilità delle cellule del Leyding testicolari).

Il dosaggio plasmatico degli androgeni è la conferma dell’andropausa, solo se alla diminuita produzione di androgeni coesistono i sintomi e segni prima descritti caratteristici dell’andropausa stessa.

I dosaggi ormonali più frequentemente eseguiti che vanno sempre fatti al mattino presto: sono il dosaggio del testosterone libero (TL), di SHBG e di LH, che rispettivamente diminuiscono il primo e aumentano il secondo e il terzo. Il dosaggio della prolattina invece nell’andropausa non esce dal range della norma. Solo il tasso di PSA basso (antigene specifico della prostata) ci autorizza a curare l’individuo in andropausa con androgeni. La fertilità diminuisce in andropausa, in quanto diminuisce drasticamente la motilità degli spermatozoi mentre ne aumenta la concentrazione di forme anomale. 

aTerapia

La terapia dell’andropausa è solo raramente a base di gonadotropine se il dosaggio dell’LH è basso, mentre è più frequente che si debba predisporre un trattamento androgeno sostitutivo.

Una volta si eseguivano sopratutto iniezioni  di testosterone a rilasciamento graduato ,o si prescrivevano compresse mesterolone. Le cure più recentementi invece, sono ad azione percutanea (cerotti ), o testosterone  sotto forma di gel (Androgel)  che va applicato sulle spalle ed è rapidamente assorbito andando poi in circolo.

La condotta e la dose del trattamento ormonale è in funzione della regressione della sintomatologia dell’andropausa, non è curativo (nel senso che finito un ciclo di terapia, l’andropausa sparisce) ma sostitutivo del costante deficit ormonale androgeno tipico dell’invecchiamento del maschio con risultati evidenti solo dopo terapie a medio-lungo termine.

I rischi dell’ormonoterapia sostitutiva dell’andropausa sono legati alla prostata, soprattutto alla coesistenza del cancro, spesso misconosciuto in quanto il paziente non si è mai fatto né visitare né studiare da parte dell’andrologo

I rischi dell’ormonoterapia sostitutiva dell’andropausa sono legati alla prostata, soprattutto alla coesistenza del cancro, spesso misconosciuto in quanto il paziente non si è mai fatto né visitare né studiare da parte dell’andrologo

Per cui prima di iniziare una terapia androgena sostitutiva bisogna escluderne assolutamente la presenza sia con il dosaggio dei markers prostatici: PSA  totale e libero, sia con l'esplorazione rettale  sia con l’ecotomografia prostatica transrettale. Altri rischi sono cardiovascolari in funzione del profilo lipidico sanguigno: colesterolo HDL che deve essere alto e LDL basso, soprattutto se si utilizza il testosterone per via orale: rischio invece più basso con il testosterone iniettabile (Depot) e col testosterone gel percutaneo.

L’aumento di peso negli individui in terapia androgena sostitutiva si ha solo nei casi di sovradosaggio, quando in parallelo all’aumento ponderale dovuto all’aumento della massa muscolare può comparire: aggressività, nervosismo, insonnia.

I benefici invece della terapia sostitutiva androgena sono sia a breve termine (attenuazione della fatica, maggiore intraprendenza, regolarizzazione del sonno, della memoria e dei disturbi minzionali e miglioramento delle performance sessuali: libido) a medio termine (rallentamento dell’invecchiamento anche se questo è soprattutto di stretta dipendenza genetica) e a lungo termine (prevenzione dell’invecchiamento osseo: osteoporosi, decalcificazione scheletrica), effetti benefici a giuste dosi sul sistema cardiovascolare (abbassando i livelli del colesterolo LDL e i rischi di trombosi, di infarto ed embolia).

La terapia quindi dell’ “andropausa” è multi-points: sia farmacologica sostitutiva, sia dietologica, legata all’evitare il più possibile l’attività sedentaria e gli effetti severamente negativi del fumo e alcolici.Se coesiste un problema di iniziale disfunzione erettile come spesso succede nell'individuo anziano si possono prescrivere in associazione gli inibitori delle PDE5 a dosi personalizzate.

aConsigli

  • Seguire un’alimentazione equilibrata, povera di grassi e ricca di verdura e frutta.
  • Abolire assolutamente il fumo.
  • Limitare l’assunzione di alcol.
  • Tenere sotto controllo fattori di rischio “vascolare” di malattie come l’ipertensione arteriosa, il diabete, l’eccesso di peso (la dislipidemia: ipercolesterolemia)
  • Praticare un’attività fisica costante e non stressante.
  • Mantenere adeguati rapporti non solo sessuali ma anche sociali.
  • Trovare stimoli intellettivi adeguati.

FTorna a "Maturità e Invecchiamento"

FTORNA ALLA HOME PAGE

© Copyright 2006 danas.it - All right reserved

.