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La vera causa dell' ALZHEIMER resta ancora sconosciuta

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ALZHEIMER

Introduzione:

La vera causa della malattia resta ancora sconosciuta, tuttavia sappiamo che essa è dovuta a due fenomeni:

  1. Il funzionamento anomalo di una proteina - la proteina "tau"- che disturba il funzionamento dei neuroni e porta alla loro distruzione, detta decadimento neurofibrillare.

  2. Un'accumulazione anomala di frammenti di proteine all'esterno dei neuroni, che ha per conseguenza la formazione di placche senili (depositi amiloidi).

La malattia inizia in maniera subdola e insidiosa, tanto che spesso nemmeno i familiari si accorgono del suo apparire.

L'evoluzione della malattia può essere suddivisa, con molta approssimazione, in tre fasi:

  • La prima fase è caratterizzata da una leggera perdita della memoria e da una progressiva incapacità di imparare nuovi concetti o nuove tecniche, nonché da difficoltà a esprimersi e a comprendere. Nel malato si notano modificazioni del carattere e della personalità, difficoltà nei rapporti con il mondo esterno, diminuizione delle capacità percettive visuo-spaziali.Si può notare una difficoltà sempre maggiore nell'emettere giudizi, incertezza nei calcoli matematici e nei ragionamenti che richiedono una certa logica. Sono spesso presenti ansia, depressione, ritiro sociale.

  • La seconda fase è caratterizzata da un peggioramento generico delle condizioni del malato e delle difficoltà già presenti: come conseguenza le azioni della vita quotidiana diventano, per il malato, molto problematiche. La progressiva perdita di memoria spiega la maggior parte delle difficoltà che il malato si trova a dover affrontare ogni giorno: la mancanza di memoria autobiografica, e quella relativa alle attività manuali più comuni, rendono il paziente perennemente insicuro e incerto. I disturbi nel linguaggio accompagnano quelli della memoria, e il malato perde anche la capacità di comprendere le parole e le frasi, di leggere e di scrivere. Il peggioramento delle capacità visuo-spaziali porta il malato a perdersi nei suoi percorsi conosciuti, a non imparare di nuovi, a non orientarsi neanche tra le mura di casa; la capacità di riconoscere le facce e i luoghi viene progressivamente perduta.

  • La terza fase è caratterizzata da una completa dipendenza dagli altri. Le funzioni intellettive sono gravemente compromesse; compaiono difficoltà nel camminare, rigidità degli arti, incontinenza urinaria e fecale; le espressioni verbali sono ridotte a ripetizioni continua di suoni e gemiti, o addiritura mutismo.

Non tutti i meccanismi della malattia sono stati compresi, possono manifestarsi comportamenti "infantili", come portare ogni cosa alla bocca o afferrare qualunque oggetto sia a portata di mano.

Spesso il malato si riduce all'immobilità, e la continua costrizione al letto può fare insorgere piaghe da decubito, infezioni respiratorie, urinarie o sistemiche e contratture muscolari.

La diagnosi:

Attualmente non esistono esami del sangue o radiologici, ne alcun test di tipo clinico che permattano di diagnosticare con certezza la malattia di Alzheimer.

La diagnosi, detta di esclusione, è il risultato della combinazione di diversi esami neuropsicologici e clinici (tra gli altri, il test MMSE (Mini Mental State Examination), che viene praticato in maniera sistematica dal momento dell'individuazione della malattia e del relativo percorso di sostegno.

Poiché la causa della demenza, e in particolare della malattia di Alzheimer, è ancora sconosciuta, a tutt'oggi non esiste alcuna cura risolutiva: i farmaci disponibile non prevengono ne guariscono la demenza. Ma farmaci capaci di ritardare l'evoluzione della malattia e di attenuare i sintomi diventano fondamentali proprio per la gestione del malato, oltre che per la sua qualità di vita.

COSA SUCCEDE QUANDO SI DETERIORA IL CERVELLO

La malattia di Alzheimer è un deterioramento irreversibile e permanente del cervello, che porta alla demenza; è la forma più frequente di demenza tra le persone anziane. Si tratta di un'affezione degenerativa caratterizzata da una perdita progressiva delle cellule nervose del cervello (i neuroni). Le lesioni che compaiono nel tessuto cerebrale hanno effetti sulla comunicazione tra diverse parti del cervello. La corteccia e l'ippocampo, parti del cervello che ricoprono un ruolo fondamentale nell'assimilazione e la consenvazione definitiva delle conoscenze e dei ricordi, sono spesso toccati da queste lesioni, che possono riguardare tuttavia anche altre parti del cervello, provocando cambiamenti a livello del comportamento e della personalità.

NUMERI ALLARMANTI !

Questa patologia colpisce circa 600 mila malati in Italia, nelle persone che hanno superato i 65 anni la frequenza complessiva (prevalenza) è circa del 7%; negli ottantenni del 30% circa. Si stima che dei 600 mila pazienti, sopra i 65 anni siano 420 mila, di cui alla stadio grave 131 mila, pari al 30%. Entro un decennio, le previsioni sono di un numero di malati pari a un milione.

- Per sapere di più:

- Linea verde Alzheimer F - 800 371332 -

- Sito Internet F www.alzheimer-aima.it

Il 21 di settembre si svolge la Giornata Mondiale Alzheimer.

 

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