ALZHEIMER
Introduzione:
La
vera causa della malattia resta ancora
sconosciuta, tuttavia sappiamo che essa è dovuta
a due fenomeni:
Il
funzionamento anomalo di una proteina -
la proteina "tau"- che disturba
il funzionamento dei neuroni e porta alla
loro distruzione, detta decadimento
neurofibrillare.
Un'accumulazione
anomala di frammenti di proteine all'esterno
dei neuroni, che ha per conseguenza la
formazione di placche senili (depositi
amiloidi).
La
malattia inizia in maniera subdola e insidiosa,
tanto che spesso nemmeno i familiari si accorgono
del suo apparire.
L'evoluzione
della malattia può essere suddivisa, con molta
approssimazione, in tre fasi:
La prima fase
è caratterizzata da una leggera perdita
della memoria e da una progressiva
incapacità di imparare nuovi concetti o
nuove tecniche, nonché da difficoltà a
esprimersi e a comprendere. Nel malato si
notano modificazioni del carattere e
della personalità, difficoltà nei
rapporti con il mondo esterno,
diminuizione delle capacità percettive
visuo-spaziali.Si può notare una
difficoltà sempre maggiore nell'emettere
giudizi, incertezza nei calcoli
matematici e nei ragionamenti che
richiedono una certa logica. Sono spesso
presenti ansia, depressione, ritiro
sociale.
La seconda
fase è caratterizzata da un
peggioramento generico delle condizioni
del malato e delle difficoltà già
presenti: come conseguenza le azioni
della vita quotidiana diventano, per il
malato, molto problematiche. La
progressiva perdita di memoria spiega la
maggior parte delle difficoltà che il
malato si trova a dover affrontare ogni
giorno: la mancanza di memoria
autobiografica, e quella relativa alle
attività manuali più comuni, rendono il
paziente perennemente insicuro e incerto.
I disturbi nel linguaggio accompagnano
quelli della memoria, e il malato perde
anche la capacità di comprendere le
parole e le frasi, di leggere e di
scrivere. Il peggioramento delle
capacità visuo-spaziali porta il malato
a perdersi nei suoi percorsi conosciuti,
a non imparare di nuovi, a non orientarsi
neanche tra le mura di casa; la capacità
di riconoscere le facce e i luoghi viene
progressivamente perduta.
La terza fase
è caratterizzata da una completa
dipendenza dagli altri. Le funzioni
intellettive sono gravemente compromesse;
compaiono difficoltà nel camminare,
rigidità degli arti, incontinenza
urinaria e fecale; le espressioni verbali
sono ridotte a ripetizioni continua di
suoni e gemiti, o addiritura mutismo.
Non
tutti i meccanismi della malattia sono stati
compresi, possono manifestarsi comportamenti
"infantili", come portare ogni cosa
alla bocca o afferrare qualunque oggetto sia a
portata di mano.
Spesso
il malato si riduce all'immobilità, e la
continua costrizione al letto può fare insorgere
piaghe da decubito, infezioni respiratorie,
urinarie o sistemiche e contratture muscolari.
La diagnosi:
Attualmente
non esistono esami del sangue o radiologici, ne
alcun test di tipo clinico che permattano di
diagnosticare con certezza la malattia di
Alzheimer.
La
diagnosi, detta di esclusione, è il risultato
della combinazione di diversi esami
neuropsicologici e clinici (tra gli altri, il
test MMSE (Mini Mental State Examination), che
viene praticato in maniera sistematica dal
momento dell'individuazione della malattia e del
relativo percorso di sostegno.
Poiché
la causa della demenza, e in particolare della
malattia di Alzheimer, è ancora sconosciuta, a
tutt'oggi non esiste alcuna cura risolutiva: i
farmaci disponibile non prevengono ne guariscono
la demenza. Ma farmaci capaci di ritardare l'evoluzione
della malattia e di attenuare i sintomi diventano
fondamentali proprio per la gestione del malato,
oltre che per la sua qualità di vita.
COSA SUCCEDE
QUANDO SI DETERIORA IL CERVELLO
La malattia di
Alzheimer è un deterioramento
irreversibile e permanente del cervello,
che porta alla demenza; è la forma più
frequente di demenza tra le persone
anziane. Si tratta di un'affezione
degenerativa caratterizzata da una
perdita progressiva delle cellule nervose
del cervello (i neuroni). Le lesioni che
compaiono nel tessuto cerebrale hanno
effetti sulla comunicazione tra diverse
parti del cervello. La corteccia e l'ippocampo,
parti del cervello che ricoprono un ruolo
fondamentale nell'assimilazione e la
consenvazione definitiva delle conoscenze
e dei ricordi, sono spesso toccati da
queste lesioni, che possono riguardare
tuttavia anche altre parti del cervello,
provocando cambiamenti a livello del
comportamento e della personalità.
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| NUMERI
ALLARMANTI ! Questa
patologia colpisce circa 600 mila malati
in Italia, nelle persone che hanno
superato i 65 anni la frequenza
complessiva (prevalenza) è circa del 7%;
negli ottantenni del 30% circa. Si stima
che dei 600 mila pazienti, sopra i 65
anni siano 420 mila, di cui alla stadio
grave 131 mila, pari al 30%. Entro un
decennio, le previsioni sono di un numero
di malati pari a un milione.
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- Per sapere di più:
-
Linea verde Alzheimer F -
800 371332 -
-
Sito Internet F www.alzheimer-aima.it
Il
21 di settembre si svolge la Giornata Mondiale
Alzheimer.
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