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Il fenomeno delle droghe ha assunto una vasta diffusione alla fine degli anni Sessanta, tra i genitori degli adolescenti di oggi. Questa esplosione incontrollata ha dato origine a un commercio illecito perfettamente organizato e di cui gli adolescenti sono le prime vittime.

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Chi è Tossicodipendente ?

Un genitore, un medico, un giudice o un poliziotto daranno ognuno una definizione diversa di tossicodipendente. Per gli uni, la tossicodipendenza presuppone il consumo regolare di una sostanza che produce dipendenza fisica e psichica. Per gli altri, si riassume nell'uso di sostanze vietate dalla legge. Gli adolescenti tendono a distinguere il tossicodipendente schiavo dell'eroina dal consumatore occasionale, che fuma hashish come altri bevono un bicchiere di whisky. Per quanto fondata questa distinzione è pericolosa, giacchè tutti i tossicodipendenti hanno iniziato con l'essere consumatore occasionale, anche se l'escalation alla fine ha interessato soltanto una piccola parte dei fruitori di droghe leggere, forse perchè gli effetti spiacevoli delle prime esperienze ne hanno scoraggiati molti.

 

Chi diventa tossicodipendente ?

A quasi tutti gli adolescenti è stata prima o poi offerta della droga, e più di uno su quattro ammette di averne occasionalmente consumata. L'uso delle droghe è visto come un rito iniziatico, il superamento dell'infanzia e l'appartenenza a un gruppo. Vi sono ambienti giovanili e occasioni in cui sembra impossibile integrarsi se si rifiuta la droga. Il gusto dell'illegalità aumenta poi il fascino del rituale.

Perchè alcuni resistono mentre altri, a volte nella stessa famiglia, diventano tossicodipendenti?. Non esiste un'unica risposta ma un insieme di fattori, tra i quali:

  1. una predisposizione individuale, forse genetica, come si è recentemente scoperto per l'alcol.

  2. una fragilità affettiva e psichica.

  3. un'intolleranza alla frustrazione, il bisogno costante di un'immediata soddisfazione dei desideri.

  4. l'assenza di stimoli, di prospettive, una visione del futuro senza luce e calore.

  5. l'assunzione ripetuta di cocaina o di eroina che a volte creano dipendenza nel giro di pochi giorni.

Disoccupazione, difficoltà economiche e problemi familiari non sono sufficenti a spiegare una tossicodipendenza, ma ne aumentano la predisposizione.

 

Il percorso di un tossicodipendente

La dipendenza dalla droga non è vista come un suicidio o una fuga, ma come una passione amorosa, ossessiva, assoluta, che occupa tutto lo spirito ed elimina il resto. La droga diviene a un tempo il padre e la madre, l'amante e la sposa, l'unica compagnia e l'unica occupazione, l'immagine della vita. I segni di questa passione nascente possono attirare l'attenzione dei genitori: cambiamento di comportamento, di vocabolario, di amici e di interessi, interruzione della comunicazione, calo del rendimento scolastico o sportivo. Poi arriva la dipendenza, dove nulla sembra poter modificare le attitudini e la volontà di drogarsi. Il continuo bisogno di denaro porta a piccoli furti in casa e infine alla delinquenza. Alle interruzioni, per ricovero o detenzione, seguono le immancabili ricadute finchè un giorno un incidente, una malattia, l'AIDS o un overdose mettono fine a una vita di sofferenza. A volte, nel fondo dell'anima si accende una scintilla, un soffio di voglia di vivere sfuggendo alla droga, è a questo punto, che tutti devono essere disposti a tendere una mano genitori, parenti, medici, e in fine sarà un amore corrisposto, un bambino, un progetto professionale o sociale a occupare lentamente il posto dalla droga.

 

Alcuni punti su cui riflettere

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  • Il bisogno di soddisfazione immediata e l'intoleranza alle frustrazioni sono due aspetti costanti della personalità del tossicomane, riconoscibili assai prima della caduta.

  • Una passione sportiva, culturale, artistica, amorosa lascia poco spazio alla droga.

  • La tossicodipendanza è una malattia particolare di cui tutti sono vittime, tranne gli spacciatori.

  • Attenzione alle associazioni e alle persone animate da buona volontà ma incompetenti, che aggravano le difficoltà credendo di aiutare a risolvere.

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Essere genitori di un tossicodipendente

Scoprire che il proprio figlio si droga può scatenare reazioni diverse. Alcuni respingono l'adolescente e lo rinnegano, altri accettano la cosa e preferiscono cercare di aiutarlo. La maggior parte dei genitori è assalita da interrogativi di cui cerca le risposte nei libri, nei giornali o rivolgendosi a un medico. Il giovane tossicodipendente rompe moralmente con la propria famiglia perchè la sua nuova famiglia e quella della droga. Essere genitori di un tossicodipendente significa sopportare questo rifiuto con l'ausilio di strutture specializzate che li aiutino ad assumersi la propria parte responsabilità senza inutili sensi di colpa.

 

 

 

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